Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Author: giovanni_nazzaro

Il Documento Digitale

I “KNOWLEDGE GRAPH” PER COSTRUIRE GRANDI COLLEZIONI STRUTTURATE DI DATI

di Corrado Randaccio (N. iI_MMXVI)

I “Knowledge Graph” sono un possibile approccio per costruire grandi basi di conoscenza, ovvero collezioni strutturate di dati interpretabili. Un esempio di grafi di conoscenza (Knowledge Graph) distribuiti sono i Linked Data, che potrebbero avere un impatto importante nella nascita di una “Linked Data Economy”.

LA COMPETENZA TERRITORIALE DEL GARANTE DELLA PRIVACY SI STABILISCE SULLA NOZIONE DI “STABILIMENTO PRINCIPALE” DEL TITOLARE

di Cristina Mantelli (N. II_MMXVI)

Corte di Giustizia Europea, Terza Sezione, sentenza del 1° ottobre 2015 nella causa C 230/14. La normativa di uno Stato membro sulla tutela dei dati può essere applicata a una società straniera che svolge, in tale Stato, tramite un’organizzazione stabile, un’attività reale ed effettiva. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea risponde così sulla questione della competenza territoriale dei garanti privacy europei nei confronti dei reclami di soggetti residenti in diversi Stati Membri dell’Unione, affermando che l’elemento dirimente a radicare una controversia in materia di trattamento dati è quello definito dalla nozione di “stabilimento” principale del titolare. La presenza, in uno Stato, di un unico rappresentante del soggetto responsabile, in talune circostanze, può essere sufficiente a costituire uno “stabilimento” se tale rappresentante opera con un grado di continuità sufficiente a fornire i servizi dell’impresa in quel certo Stato. Inoltre, la nozione di “stabilimento” si estende a qualsiasi attività reale ed effettiva, anche minima, esercitata tramite un’organizzazione a carattere permanente.

IL TRASFERIMENTO DEI DATI PERSONALI NEGLI USA NEI SERVIZI DI CLOUD COMPUTING FRA SAFE HARBOR E PRIVACY SHIELD

di Michele Martoni e Michela Rossi (N. II_MMXVI)

I servizi di cloud computing consentono di archiviare e gestire a distanza enormi quantità di dati. Tali servizi implicano il trasferimento dei dati nei server dei cloud provider che possono essere dislocati anche in paesi extraeuropei. Ciò comporta la conseguenza che l’utente potrebbe non conoscere l’esatta ubicazione dei propri dati. La problematica è di non poco conto tanto che già nel 2011 il Garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto doveroso suggerire agli utenti di valutare con attenzione se utilizzare i servizi di cloud computing oppure mantenere in house il trattamento dei dati personali, soprattutto se questi per loro natura esigono l’adozione di particolari misure di sicurezza.

BYOD: IMPATTI SU PRIVACY E MONDO DEL LAVORO ALLA LUCE DELLA NORMATIVA NAZIONALE ED EUROPEA

di Gloria Ricci (N. II_MMXVI)

Recenti statistiche hanno evidenziato un esponenziale aumento del fenomeno BYOD, “Bring your own device”, che presuppone l’utilizzo di computer, tablet e smartphone personali da parte di dipendenti e collaboratori per fini lavorativi, apportando numerosi vantaggi in termini di flessibilità e produttività. Allo stesso tempo implica anche una maggiore complessità di gestione dei processi e della sicurezza delle informazioni da parte delle aziende.

TELEMETRIA IN WINDOWS 10

di Carlo Mauceli (N. II_MMXVI)

“It’s not just simple mechanics, although there are big changes in terms of our development methodology, our deployment policy, our servicing. It’s much more fundamental than that. For us, it is about aligning our goals of successful Windows with customers and their experience and engagement with Windows. That’s what Windows-as-a-service means.” – Satya Nadella, Microsoft CEO, January 21, 2015

Editoriale: Quali conseguenze della GDPR su produttori/fornitori ICT?

di Valentina Frediani (N. II_MMXVI)

I temi introdotti dall’emanazione della General Data Protection Regulation (GDPR) sono molteplici ed a partire da adesso fino al maggio del 2018 è opportuno analizzarli secondo un criterio prioritario. Scorrendo il testo normativo emerge in modo molto chiaro il principio della cosiddetta accountability quindi l’onere del titolare di dimostrare di aver adottato quanto di sua competenza.

Numero II del MMXVI

PRIVACY   GIURISPRUDENZA   NORME E STANDARD   SICUREZZA DIGITALE   PEC   DIGITALIZZAZIONE   SANITA’ DIGITALE

MOBILE HEALTH: PROFILI BIOGIURIDICI, BIOETICI E DI PRIVACY DELLE APP MEDICHE (I PARTE)

di Stefania Tonutti (N. I_MMXVI)

In questa nuova era le nuove tecnologie stanno controllando la nostra società. I dispositivi soprattutto mobili sono entrati a fare parte del nostro quotidiano in modo capillare, condizionando comportamenti ed abitudini. Le applicazioni per smartphone sono destinate a crescere sempre di più ed anche in campo medico-sanitario: è giusto che le health mobile app vadano a sostituirsi alla figura del medico? È giusto che esse vengano interpretate dal singolo cittadino senza alcuna consulenza medica?

LA VALIDITÀ DELLA PEC PUÒ ESSERE CONTESTATA SOLO ADDUCENDO UN DIFETTO DI FUNZIONAMENTO NON IMPUTABILE AL DESTINATARIO

di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXVI)

TAR per l’Umbria, Sezione Prima, sentenza n. 404 dell’8 luglio 2015 e depositata l’11 settembre 2015. La validità e l’efficacia della comunicazione della Segreteria degli uffici giudiziari tramite posta elettronica certificata (P.E.C.) possono essere contestate solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario; ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica, mediante l’utilizzo di posta elettronica certificata, risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità, in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio, tanto che l’art. 48 comma 2, d.lg. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale), equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria e che l’art. 136, c.p.a. sanziona con la presunzione di conoscenza l’utilizzo della P.E.C.

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