Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

VALIDITÀ DELLE COMUNICAZIONI VIA PEC TRA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DI STATO E DIFENSORI NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

di Simonetta Zingarelli

L’analisi dell’Adunanza Plenaria è intervenuta per risolvere una problematica relativa alla validità di una comunicazione via PEC nell’ambito del procedimento amministrativo, ripercorrendo le norme che regolamentano le comunicazioni in modalità telematica, sottolineando le difficoltà interpretative causate da “un quadro legislativo frammentato e incoerente”. Attraverso l’esame e il giusto coordinamento delle norme sulle comunicazioni digitali l’Adunanza ha valutato la validità della comunicazione via PEC oggetto di causa.


 

Con l’Ordinanza del 10 dicembre 2014 n.33 il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria ha voluto chiarire la validità e legittimità delle comunicazioni via PEC da parte della sua segreteria ai difensori nell’ambito di un procedimento amministrativo.
Il fatto di causa risale al 2006 quando su ricorso il Tar del Piemonte ha emesso un provvedimento di annullamento relativo a un permesso a costruire, avverso tale decisione era stato proposto appello. Con l’Ordinanza cautelare n. 3971/2006 la sentenza di primo grado è stata sospesa. Nel 2013 il procedimento è stato dichiarato perento da un decreto presidenziale secondo quanto previsto dall’art.85 cpa [1] . La parte che aveva proposto appello nel 2013 si è opposta al decreto di perenzione chiedendone la revoca, e contestando la validità della comunicazione contenente l’avviso di perenzione 2  all’indirizzo di posta elettronica del difensore.
Viene contestata, dunque, la validità della modalità di trasmissione della comunicazione, inviata dalla segreteria del Consiglio di Stato il 13 luglio 2012 via PEC a un difensore che aveva omesso di indicare il proprio indirizzo PEC nel primo atto difensivo; tutto ciò all’interno di un giudizio cominciato prima dell’entrata in vigore del Codice di procedura amministrativa.
Ciò che interessa esaminare è la soluzione che con questa ordinanza l’Adunanza Plenaria ha espresso in merito a una diatriba che ha interessato diverse sezioni del Consiglio di Stato, le quali si erano trovate, in passato, a dare differenti interpretazioni. Proprio per tale motivo la decisione è stata rimessa all’Adunanza Plenaria.

L’analisi dell’Adunanza Plenaria è partita dalle norme che regolamentano le comunicazioni in modalità telematica, sottolineando le difficoltà interpretative causate da “un quadro legislativo frammentato e incoerente”. Attraverso l’esame e il giusto coordinamento delle norme sulle comunicazioni digitalil’Adunanza ha valutato la validità della comunicazione via PEC oggetto di causa.
Passando poi alla specifica disamina delle norme si deve innanzitutto tener conto che occorre rispettare il principio generale della massima “tempus regit actum”, secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al momento della causa, ragion per cui si devono escludere le innovazioni normative successive alla comunicazione dell’avviso controverso.
Partendo da tale principio generale l’Adunanza ha stabilito che non può essere applicata l’innovazione del 2005 (L. 28 dicembre 2005 n. 263), la quale ha introdotto lo strumento di posta elettronica come modalità di comunicazione del biglietto di cancelleria nell’ambito del processo civile. Questo, spiega l’Adunanza, innanzitutto perché le norme del processo civile possono applicarsi al processo amministrativo soltanto se le prime esprimono principi generali non sufficientemente regolamentati dalle seconde, circostanza da escludere nel caso in esame perché le regole relative alle modalità tecniche di comunicazione non possono essere considerate principio generale e inoltre perché la concreta applicazione delle norme relative alle comunicazioni telematiche può avvenire soltanto se si è sviluppato un sistema informatico adeguato. Infatti, l’utilizzo della PEC è stato previsto normativamente soltanto dopo che il sistema informatico della giustizia amministrativa era stato collaudato, dunque poiché successive alla suddetta legge, è da escludere che vi possa essere una applicazione analogica delle norme del processo civile.
Stabiliti questi principi generali, l’attenzione dell’Adunanza Plenaria si sposta sulla disamina del D.L. 185/2008 e quindi sull’applicabilità delle regole in esso contenute.

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