Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

SVILUPPO DEI SERVIZI DI TELEMEDICINA NELLE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE PUBBLICHE ITALIANE: ANALISI DELLE DIFFICOLTÀ

di Francesco Gabbrielli e Giancarmine Russo

[dropcaps style=”fancy”]D[/dropcaps]i Telemedicina si sta parlando da anni in Italia, ma quasi sempre nel ristrettissimo ambito specialistico di ricerca. Solo negli ultimi tre anni, insieme alla speranza di alcuni manager del Servizio Sanitario Nazionale di risparmiare molti soldi con la Telemedicina senza il rischio di investimenti né di riorganizzazioni, sono comparsi alcuni progetti di Telemedicina applicati alla realtà delle Aziende Ospedaliere e qualche volta anche di quelle Sanitarie. Questa maggiore attenzione si è limitata tuttavia per lo più a progetti pilota caratterizzati da limitatissime risorse e casistiche. Rare sono le esperienze che hanno mostrato caratteristiche diverse. Questa modalità di gestione dell’introduzione di innovazioni, che poteva essere giustificabile alcuni anni fa, non può più essere percorsa perché anacronistica sul piano tecnico-scientifico e soprattutto inutile per i pazienti.

Le principali ragioni che in passato l’hanno resa plausibile erano le seguenti:

  • tecnologie di telecomunicazione in rapida evoluzione; limiti vistosi nell’interoperabilità tra i sistemi di acquisizione dati e quelli di gestione e trasmissione degli stessi;
  • procedure tradizionali, antichissime, di trattamento e assistenza pensate senza efficace integrazione tra le attività territoriali e quelle ospedaliere, quest’ultime comunque preminenti in qualsiasi situazione nonché concepite in base alla suddivisione per specialità;
  • scarsa consuetudine dei medici al lavoro interdisciplinare tra differenti culture professionali.

Oggi, benché molte problematiche di natura tecnologica siano venute meno grazie al progresso e quelle di natura organizzativa stiano iniziando a cambiare sotto la spinta delle ristrettezze economiche, possiamo osservare quattro principali limiti di rilevante portata per le difficoltà che inducono per la realizzazione pratica di sistemi di Telemedicina.

Il primo è il ritardo di trasmissione delle informazioni che impartiscono comandi a strumenti operativi robotizzati, ciò diventa un fattore di rilievo nelle tecniche, per lo più chirurgiche e radioterapiche, quando esse si avvalgono di tali strumenti manovrati in remoto. Tale ritardo, dovuto alla impossibilità di incrementare la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici e benché di poche frazioni di secondo, può essere inaccettabile quando determina una lacuna nella sicurezza del paziente posto ad un’enorme distanza dall’operatore. Classico esempio è il ritardo di esecuzione dell’ordine di stop nell’uso di un strumento da taglio chirurgico. La risoluzione tecnica di questo problema appare ancora piuttosto lontana essendo legata ad un limite fisico, l’insuperabilità della velocità della luce. Tuttavia, per distanze minori tale ritardo di trasmissione, che esiste sempre, diventa così piccolo da essere trascurabile. C’è quindi in realtà un modo relativamente semplice e certamente fattibile per aggirare questo problema: è quello di mettere a disposizione dei pazienti sistemi robotizzati gestiti a distanze che non creino rischi per il paziente. Il problema va spostato dalla Fisica all’Organizzazione dei servizi sanitari prevedendo reti collaborative tra sedi in differenti località, ma poste tra loro a distanze tali da rendere il ritardo di trasmissione ininfluente.

Naturalmente questo tipo di strutture e di sistemi organizzativi sono complesse e richiedono una progettazione attentissima fatta da gruppi di progetto costituiti ad hoc, coordinati da medici specialisti di sistemi di Telemedicina e Robotica e con elevato grado d’integrazione tra professionisti di differenti settori. Chiunque abbia un minimo di esperienza di management sa benissimo che questo significa che i professionisti adatti a partecipare a tali gruppi non devono solo essere competenti nella loro disciplina medica, ma devono avere anche delle competenze specifiche tecniche e manageriali.

…continua su EDICOLeA

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