Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

REGOLE TECNICHE PER L’ATTUAZIONE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO

di Fabrizio Corona

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2016, n. 40
Dall’11 aprile 2016 è disponibile sul sito della giustizia amministrativa un ambiente di sperimentazione per l’invio e il riscontro dei depositi telematici. Il DPCM 16 febbraio 2016, n. 40 (GU del 21 marzo 2016), recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del Processo amministrativo telematico, prevede all’art. 21 le modalità di sperimentazione per la graduale verifica del sistema. I depositi inviati per la sperimentazione non hanno valore giuridico. Sino al 30 giugno 2016 ha valore legale solo il deposito cartaceo.


Con il D.P.C.M. del 16 Febbraio 2016 n.40 sono state introdotte le regole e le specifiche tecniche per l’attuazione del Processo Amministrativo Telematico (PAT). L’entrata in vigore del D.P.C.M. è stata fissata per il 5 Aprile 2016 ma, lo stesso articolo 21 al primo comma stabilisce che la maggior parte delle disposizioni in esso contenute saranno applicate dal 1 Luglio 2016. Nel periodo, ormai trascorso, che andava dal 5 Aprile al 20 maggio, è stato possibile, accedendo al sito giustizia amministrativa, esercitarsi al corretto uso del processo amministrativo telematico. A partire dal 1 luglio sarà possibile effettuare i depositi esclusivamente in modalità telematica.
Con il presente articolo, vediamo quali sono le peculiarità del processo amministrativo telematico:

  1. Il SIGA (Sistema Informativo della Giustizia Amministrativa): esso è disciplinato dagli artt. 3 e 4 delle regole tecniche e dall’art. 2 delle specifiche tecniche. Il SIGA rappresenta il centro di controllo del processo amministrativo telematico. Tramite questo strumento, gli operatori potranno accedere al proprio fascicolo telematico, potranno svolgere le operazioni di deposito, di conservazione, di visualizzazione ed estrazione di copie ed atti del fascicolo.
  2. Il fascicolo Informatico: l’art. 5 delle regole tecniche stabilisce, al primo comma, che il fascicolo processuale nel processo amministrativo telematico è tenuto sotto forma di fascicolo informatico. Esso contiene tutti gli atti, gli allegati, i documenti ed il provvedimento del processo amministrativo in forma di documento informatico.
    Il fascicolo informatico reca al suo interno l’indicazione dell’ufficio titolare del ricorso che sovrintende alla gestione del fascicolo medesimo e cura la correttezza e l’aggiornamento dei dati inseriti al suo interno, del numero del ricorso, dell’oggetto sintetico del ricorso, dei dati identificativi delle parti e dei difensori, dell’elenco dei documenti contenuti, anche depositati in forma cartacea. Nel fascicolo informatico sono inserite, inoltre, informazioni riguardanti: a) i componenti del collegio e dei suoi ausiliari, le parti ed i difensori, b) l’oggetto del ricorso per esteso, consistente nella precisa indicazione dei provvedimenti impugnati e/o dell’oggetto della domanda proposta nonché l’indicazione della materia del ricorso, c) le comunicazioni di segreteria nonché le relative ricevute PCE, d) le camere di consiglio e le udienze, e) i ricorsi collegati, f) il link al contenuto integrale del fascicolo informatico di provenienza, in caso di appello, regolamento di competenza, revocazione e negli altri casi previsti, g) i provvedimenti impugnati, h) le spese di giustizia, i) il patrocinio a spese dello Stato.
    Il fascicolo informatico costituisce fascicolo di ufficio ed è formato in modo da garantire la facile reperibilità ed il collegamento degli atti ivi contenuti in relazione alla data di deposito, al contenuto ed alla finalità dei singoli documenti.
  3. La Procura alle Liti: rappresenta la prima peculiarità del processo amministrativo telematico. Essa è disciplinata all’interno dell’art. 8 delle regole tecniche. È possibile ottenere il conferimento dell’incarico di assistenza e difesa in due differenti modi; il primo è interamente digitale, in quanto prevede che sia il cliente che il difensore abbiano un token di firma digitale. In questo caso è possibile effettuare la sottoscrizione della procura alle liti in modalità telematica, apponendo la firma digitale del cliente e quella del difensore sulla procura. Il secondo modo consiste, invece, nel deposito telematico della copia per immagine su supporto informatico. A differenza di quanto previsto nel processo civile telematico, ove l’art. 83 c.p.c. conferisce al difensore poteri di autentica mediante l’apposizione della firma digitale, nella regole tecniche del processo amministrativo telematico, il difensore procede al deposito della copia per immagine su supporto informatico, compiendo l’asseverazione prevista dall’art. 22 comma 2 del CAD, con l’inserimento nel medesimo o in un documento distinto sottoscritto con firma digitale. In questo secondo metodo, qualora l’asseverazione avvenisse nel medesimo documento, è sufficiente firmare digitalmente il file. Se, invece, l’asseverazione venisse effettuata in un documento separato, è necessario indicare  in quest’ultimo l’impronta della copia informatica ed il riferimento temporale con l’indicazione dell’impronta Hash.

 

…continua su EDICOLeA 

 


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