Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

RAPPORTO PERIODICO SULL’ADOZIONE DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA DA PARTE DELLA PA

di Claudio Cazzolla

Gruppo di lavoro Progetto Fatturazione Elettronica PA – Rapporto sull’adozione della Fatturazione Elettronica da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese (luglio – agosto 2015)

Dal 6 giugno 2014, data di avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, fino al 31 agosto 2015, sono stati più di 14 milioni i “file fattura” inviati dalle imprese e gestiti dal Sistema di interscambio (SdI), l’infrastruttura progettata e realizzata dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Sogei per governare il processo di ricezione ed inoltro delle fatture elettroniche destinate alle pubbliche amministrazioni, così come previsto dalla Legge numero 244/2007 (art.1, comma 212) e dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008.


 

 

L’obbligo di fatturazione elettronica verso tutte le Pubbliche Amministrazioni è entrato in vigore il 31 marzo 2015, fino a tale data l’obbligo riguardava esclusivamente i Ministeri, agenzie fiscali ed enti di previdenza ed assistenza: viene dunque definitivamente accantonata la trasmissione della fattura cartacea in favore della fattura digitale nei rapporti tra imprese e P.A. Va subito detto che le fatture elettroniche vanno firmate digitalmente e spedite in formata XML secondo il tracciato FatturaPA e vanno conservate per un periodo di 10 anni. Il nuovo sistema di fatturazione è stato salutato con entusiasmo dagli operatori economici, difatti, dal 6 giugno 2014, data di avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, fino al 31 agosto 2015, sono stati più di 14 milioni i “file fattura” (da qui anche solo “fattura”) inviati dalle imprese e gestiti dal Sistema di interscambio (SdI), l’infrastruttura progettata e realizzata dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Sogei per governare il processo di ricezione ed inoltro delle fatture elettroniche destinate alle pubbliche amministrazioni, così come previsto dalla Legge numero 244/2007 (art.1, comma 212) e dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008.

Il Sistema di Interscambio riceve i “file fattura” e, dopo averne controllato correttezza e validità formale, li inoltra agli uffici di fatturazione elettronica delle amministrazioni individuati dal codice destinatario. Dall’ultimo rapporto emerge che solo il 5,5% dei file inviati sono stati scartati dal sistema a causa della presenza di varie tipologie di errori come: nome assegnato al “file fattura”, duplicato o non valido, nel 30% dei casi, e l’invio di file non conformi (18%) o di una fattura già inviata (14%).

Sono oltre 22.700 le pubbliche amministrazioni centrali e locali soggette a fatturazione elettronica ed al 31 agosto 2015 queste hanno registrato nell’IndicePA, 54.401 uffici di fatturazione elettronica. Oltre il 50% delle pubbliche amministrazioni coinvolte si avvale dell’utilizzo di intermediari istituzionali, quali ad esempio il SICOGE, il SIDI e gli HUB Regionali, per la ricezione delle fatture. Nello specifico si tratta di Ministeri, Scuole e di una serie di amministrazioni locali che hanno scelto di aderire ai servizi di Hub messi a disposizione dalle Regioni. La scelta di appoggiarsi ad un intermediario pubblico, “obbligata” nel caso di Ministeri e Scuole che usufruiscono rispettivamente dei sistemi centrali SICOGE e SIDI, risulta essere molto utile per le realtà di piccole dimensioni, che potrebbero riscontrare difficoltà economiche ed organizzative nell’implementazione di sistemi di gestione e soprattutto di conservazione a norma delle fatture elettroniche.
IFEL, la fondazione dell’ANCI per la finanza e l’economia locale, ha reso disponibile per le amministrazioni locali un sistema di intermediazione denominato “Fatturazione elettronica FACILE”; si tratta di un servizio dedicato in particolare ai comuni tra i 3.000 ed i 10.000 abitanti che, a fronte di strutture organizzative generalmente di dimensioni ridotte, registrano comunque flussi documentali e di fatture di dimensioni rilevanti.

A partire dal 6 giugno 2014, le fatture dirette alle articolazioni centrali e periferiche dei Ministeri, a seguito dell’obbligo introdotto dal DM 55/2013, sono inoltrate dal Sistema di Interscambio al SICOGE, il sistema realizzato dalla Ragioneria Generale dello Stato che si occupa della gestione della contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale delle strutture centrali e periferiche dei Ministeri. I Ministeri, pertanto, ricevono le fatture elettroniche dallo SdI, le accettano o le rifiutano e le gestiscono in tutte le fasi del processo amministrativo-contabile fino all’emissione del titolo di spesa attraverso il sistema SICOGE, che gestisce le notifiche da e verso lo SdI, protocolla le fatture, ne garantisce la conservazione e colloquia con la Piattaforma per la Certificazione del Crediti.
Il SICOGE ha inoltre implementato l’integrazione con il sistema documentale al fine di consentire alle Amministrazioni la piena dematerializzazione della documentazione a supporto degli atti di spesa.
Dalle analisi effettuate è emerso che a partire da giugno 2014 il Ministero della Giustizia (677.714 fatture) ed il Ministero dell’Interno (452.295 fatture) sono gli Enti che ricevono il maggior numero di fatture: 75% del totale delle fatture gestite dal SICOGE nel 2015, infatti, fanno riferimento a questi due ministeri.

 

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