Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

PROGETTO “TELE-ICU” PER LA TELEMEDICINA CHE ARRIVI FINO ALLA TERAPIA INTENSIVA

di Michele Iaselli

Ha preso il via il progetto pilota “Tele – ICU”, che prevede, grazie ai programmi di teleconsulto e di telemedicina, di integrare competenze ed esperienze per offrire la più qualificata assistenza clinica ai pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva a Caltanissetta e a Taormina.

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Il progetto pilota “Tele–ICU”, si segnala come uno dei progetti più interessanti nel settore della telemedicina in quanto si pone l’obiettivo di integrare competenze ed esperienze per offrire la più qualificata assistenza clinica ai pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva a Caltanissetta e a Taormina.
Il progetto è parte del programma “Più segnalazioni – meno opposizioni”, elaborato dal Centro Regionale Trapianti (CRT) della Sicilia e finanziato dall’Assessorato regionale della Salute. Nell’ambito di questo programma, ISMETT e UPMC Italy hanno siglato una convenzione con il CRT Sicilia il cui obiettivo è duplice: realizzare un sistema di tele monitoraggio per la cura dei pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva e individuare, per i pazienti in morte cerebrale, le strategie più opportune nell’attività di stabilizzazione del potenziale donatore per la migliore preservazione degli organi.

In particolare la Tele-ICU è un sistema di comunicazione che permette al medico presente in una postazione remota di poter dialogare, attraverso lo scambio di informazioni e di immagini, con il collega che si sta prendendo cura del paziente. Il sistema consente, infatti, la comunicazione audio e video e la condivisione dei dati dei pazienti, ivi incluse eventuali immagini radiologiche o i dati provenienti dai monitor dei segnali vitali, o quelli che sono registrati sulla cartella clinica elettronica. In questo modo i medici delle Terapie intensive di Caltanissetta o di Taormina hanno la possibilità di segnalare il paziente che si trova in una situazione critica, coinvolgendo le professionalità mediche o riabilitative presenti in ISMETT per scambiarsi e condividere informazioni sugli esami di laboratorio, la gestione respiratoria, la valutazione emodinamica e, anche, visionare in diretta le immagini degli esami endoscopici o radiografici, per garantire la migliore assistenza al ricoverato con grave danno neurologico. Il protocollo prevede che la condivisione dei dati e delle immagini sia mantenuta fino al miglioramento dello stato di salute del paziente.
Diverso è il coinvolgimento nel caso di un paziente in “morte cerebrale”: il personale medico di ISMETT è in questa condizione coinvolto nel tentativo di garantire la ottimale gestione dei singoli organi del potenziale donatore e migliorare le condizioni di funzione, che permettano il recupero degli stessi al fine del successivo trapianto, se ricorrono le condizioni e la volontà del defunto o dei familiari alla donazione.

Il sistema di Tele-ICU è, quindi, un sistema di videoconferenza IP su ruote dotato di connettività WIFI adatto all’uso medicale e conforme alla norma CEI 60601. L’intero sistema di videoconferenza su ruote (compreso di video, codec per la videoconferenza, casse, microfoni, computer portatile, UPS e quant’altro lo componga), è semplicemente trasportabile all’interno di un reparto di terapia intensiva e, di conseguenza, ha un ingombro su pianta inferiore a 0.55 mq.
Il sistema è dotato di connettività ethernet TCP-IP tradizionale (attraverso la quale connettersi alla rete ospedaliera) e di connettività wireless. Inoltre, il carrello di Tele-ICU ha UPS tale da permettere almeno 2,5 ore di videoconferenza continua senza la necessità della corrente di rete.

Il progetto Tele-ICU rientra nell’ambito dell’attuazione dei servizi di sanità in rete, che si contraddistinguono per la definizione e creazione di modalità tecnico-organizzative finalizzate a consentire l’integrazione socio-sanitaria ed a sostenere forme di assistenza domiciliare del paziente. In questo senso, lo sviluppo di applicazioni di telemedicina e teleconsulto si sono cresciute e sviluppate negli ultimi anni e lo stesso Ministero della Saluta sta investendo affinché i servizi di telemedicina possano diventare una parte importante della rete di assistenza sanitaria del Paese.
In particolare, la telemedicina può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e consentire la fruibilità di cure, servizi di diagnosi e consulenza medica a distanza, oltre al costante monitoraggio di parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni in persone a rischio o affette da patologie croniche.

L’azione vincente della telemedicina è riscontrabile soprattutto in attività di prevenzione per particolari categorie della popolazione con patologie che pur conducendo una vita normale, devono sottoporsi ad un costante monitoraggio di alcuni parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni. L’interdisciplinarietà offerta dalla sanità in rete permette in questo caso di fornire al paziente un servizio migliore, attraverso una più rapida disponibilità di informazioni sullo stato della propria salute, consentendo di accrescere la qualità e tempestività delle decisioni del medico, particolarmente utili in condizioni di emergenza-urgenza.

La grande potenzialità della telemedicina in ambito sanitario anche in termini di possibilità di raggiungere zone non coperte dal servizio sanitario nazionale in termini di eccellenza è indubbia e riconosciuta da più parti. Per tali motivi lo stesso Ministero della Salute sta investendo risorse per promuovere concretamente lo sviluppo della telemedicina sul territorio nazionale.

La Commissione Europea ha dato una particolare rilevanza al tema della Telemedicina. In particolare, attraverso la Comunicazione (COM-2008-689), del 4 novembre 2008, recante “Telemedicina a beneficio dei pazienti, sistemi sanitari e società”, vengono individuate una serie di azioni che coinvolgono tutti i livelli di governo, sia in ambito comunitario che dei singoli Stati Membri, volte a favorire una maggiore integrazione dei servizi di telemedicina nella pratica clinica, rimuovendo le principali barriere che ne ostacolano la piena ed efficace applicazione.
Diverse sono, inoltre, le esperienze compiute in tal senso nelle Regioni italiane, molte delle quali volte ad offrire l’assistenza socio-sanitaria presso il domicilio del cittadino. Con l’obiettivo di analizzare in modo sistematico i servizi di home care realizzati sul territorio e diffondere le buone pratiche sotto il profilo organizzativo, clinico-assistenziale, tecnologico ed economico, nell’ambito della telemedicina, il Ministero della salute ha stipulato, nel 2007, una convenzione con la Regione Emilia Romagna, oggetto di successivi rinnovi, per la realizzazione dell’Osservatorio nazionale per la valutazione ed il monitoraggio delle applicazioni eCare.

Con il duplice obiettivo di disporre di informazioni di dettaglio sullo stato dell’arte delle progettualità di telemedicina in atto sul territorio, anche in risposta a quanto previsto dalla Comunicazione europea sopra richiamata. L’alimentazione sistematica e continuativa dell’Osservatorio eCare così esteso, da parte delle Regioni, ha consentito non solo di disporre di informazioni di dettaglio sullo stato dell’arte delle progettualità di telemedicina in atto sul territorio, ma anche di misurare e valutare nel tempo i risultati effettivamente conseguiti sul territorio nel percorso di sviluppo della telemedicina.
Sulla base dei progetti censiti nell’Osservatorio eCare, che risultano essere in oltre la metà dei casi pienamente operativi, emerge a livello nazionale, seppure con minime differenze tra le aree nord, centro, sud e isole del Paese, che i servizi di teleconsulto, la telediagnosi, il teleconsulto specialistico (second opinion) ed il telemonitoraggio risultano essere quelli più diffusi.

Inoltre, al fine di supportare un impiego sistematico della telemedicina nell’ambito del SSN e di dare attuazione a quanto previsto nella citata Comunicazione europea, presso il Consiglio Superiore di Sanità è stato istituito, in data 24 febbraio 2011, un apposito Tavolo tecnico sulla telemedicina con l’obiettivo di predisporre apposite Linee di indirizzo nazionali, finalizzate a delineare un quadro strategico nel quale collocare gli ambiti prioritari di applicazione delle telemedicina, analizzare modelli, processi e modalità di integrazione dei servizi di telemedicina nella pratica clinica, definire tassonomie e classificazioni comuni, oltre ad aspetti concernenti i profili normativi e regolamentari e la sostenibilità economica dei servizi e delle prestazioni di telemedicina. Tali Linee Guida sui cui è stata acquisita l’Intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni in data 20 febbraio 2014 costituiscono oggi una base di lavoro per chi si appresta a creare servizi di telemedicina.

Tra le indicazioni, si segnala quanto previsto in tema di trattamento dati. Come indicato, infatti, le operazioni sui dati personali e sanitari del cittadino necessarie per l’erogazione di servizi di Telemedicina rientrano tra i trattamenti di dati sensibili effettuati mediante strumenti elettronici, che sono regolati dalle disposizioni del D.Lgs. 196/2003.

Le modalità e le soluzioni necessarie per assicurare confidenzialità, integrità e disponibilità dei dati dovranno, quindi, in ogni caso essere adottate in coerenza con quanto previsto dal  D.Lgs. n. 196/2003 e nel relativo Allegato B (Disciplinare Tecnico). Dovranno, quindi tenersi in considerazione i seguenti aspetti:

  1. Informativa sui trattamenti (esame, trasmissione remota, utilizzo, ecc.) e loro finalità garanzie, nonché, nel caso di specifici percorsi diagnostico terapeutici, sui protocolli. è necessario elaborare modelli di informative precise e il più possibile uniformi (nei contenuti) a livello nazionale, in quanto le prestazioni a distanza si possono svolgere anche in Regioni differenti  e, in prospettiva, anche a livello europeo;
  2. Consenso informato dei pazienti. è necessario portare a conoscenza del paziente in modo chiaro le informazioni necessarie a permettere una scelta ponderata. Nel particolare caso delle prestazioni a distanza, occorre valutare  la necessità o meno di ripetere il consenso per ogni prestazione, e l’opportunità di esplicitare specificamente i rischi che si corrono (quali, i rischi connessi alla mancanza del contatto fisico e  dello sguardo clinico del medico, l’impossibilità di una visita completa e di un intervento immediato in caso di urgenza);
  3. Diritti dell’assistito sui propri dati personali. è necessario mettere a punto delle modalità sempre più chiare e semplici di rispetto e garanzia dei diritti sui dati personali, ancor più nel contesto della Telemedicina che ha per sua natura da un lato maggiori livelli di complessità tecnologica e, dall’altro, la possibile interazione di molteplici soggetti che trattano i dati.

Le Linee Guida sottolineano, inoltre, l’importanza dell’analisi e della progettazione dei processi in ambito sanitario che devono “definire puntualmente responsabilità, compiti e funzioni da attribuire, in coerenza con la normativa vigente, e individuare le idonee soluzioni organizzative e tecnologiche che consentano di mantenere la responsabilità e la disponibilità delle informazioni solo presso i soggetti che sono legittimati al loro utilizzo”.

Nell’ambito della telemedicina il progetto Tele-ICU si sta ormai diffondendo anche al di fuori dei confini nazionali, difatti NEHI, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nel Massachusetts che si occupa di innovazione in sanità, ha recentemente proposto di far fronte alla carenza di personale clinico attraverso l’utilizzo di sistemi di Tele-ICU. In collaborazione con il Massachusetts Technology Collaborative, NEHI, a partire dal 2008, ha condotto uno studio per valutare l’impatto delle tecnologie tele-ICU sulla mortalità dei pazienti in terapia intensiva e la durata del ricovero. Le due organizzazioni hanno raccolto i dati provenienti da un centro medico universitario e da due ospedali locali. Secondo i dati raccolti, l’uso dei sistemi di tele-ICU ha permesso, presso il centro medico universitario, di ridurre la mortalità dei pazienti in terapia intensiva del 20% e il tasso totale di mortalità ospedaliera del 13%. In uno degli ospedali di comunità, il tasso di mortalità in terapia intensiva è sceso del 36%. Inoltre, presso il centro medico universitario, la durata dei ricoveri in ICU è diminuita del 30% (una media di due giorni).

Gli studi condotti presso l’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) sono estremamente incoraggianti. Secondo le analisi effettuate presso UPMC, l’uso della telemedicina presso le terapie intensive ha permesso di ridurre del 64% la mortalità in terapia intensiva e del 46% la mortalità ospedaliera. Inoltre, ha permesso una drastica riduzione della durata dei tempi di ricovero e di degenza con un grosso impatto anche da un punto di vista finanziario. Secondo lo studio di UPMC, infatti, la riduzione della durata del ricovero è stata del 10%, con un risparmio di circa 700.000 dollari, mentre la degenza media in reparto è stata ridotta del 20% con un risparmio di circa 2 milioni di dollari. ©

 


 

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