Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

OBBLIGO PER TUTTE LE PA DI TENERE IL REGISTRO UNICO DELLE FATTURE

di Chiara Fantini

[toggle Title=”Decreto legge 24 aprile 2014, n. 66″]Con il DL. del 24/4/2014 n. 66 (cd. Decreto Irpef 2014), all’art 42 si prevede l’obbligo per tutte le PA (di cui all’art 1 comma 2 del D. Lgs 165/2001) di tenere il registro unico delle fatture. Qui entro 10 giorni dal ricevimento sono annotate le fatture o le richieste equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei loro confronti. La previsione segna un passaggio fondamentale per l’adozione di modalità moderne, pienamente e definitivamente elettroniche applicate alla gestione dei flussi documentali in ambito pubblico.[/toggle]

Il Decreto Legge n. del 24 aprile 2014, n. 66 (c.d. Decreto Irpef 2014, d’ora innanzi il “Decreto”) con il suo interessante articolato si sta rilevando un’ottima base per l’approdo definitivo all’amministrazione digitale. In linea con il detto obiettivo si pone in specie l’art. 42 del Decreto che introduce il registro unico delle fatture e l’obbligo delle pubbliche amministrazioni(1) di procedere per suo tramite alle relative annotazioni.

Per comprendere al meglio la portata del nuovo obbligo, occorre leggere la disposizione nel suo naturale contesto. Essa, infatti, declina, tra le altre, le previsioni già contenute nel Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 3 aprile 2013, n. 55 recante il “Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art.1, commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”.

La disposizione che obbliga, a partire dal 1° luglio 2014 (fatta salva la conversione in legge del decreto in esame), alla tenuta in modalità elettronica del registro delle fatture concorre pienamente con le “intenzioni” del decreto ministeriale appena citato. Soprattutto laddove questo stabilisce(2) che il contenuto informativo della fattura elettronica sia caratterizzato non solo dalle informazioni fiscali necessarie alla sua corretta compilazione, ma anche da informazioni utili per la completa dematerializzazione del processo di ciclo passivo, attraverso l’integrazione del documento fattura con i sistemi gestionali che presidiano le attività amministrative di interesse.

L’art. 42 del Decreto, al riguardo, stabilisce che: “Nel registro delle fatture e degli altri documenti contabili equivalenti è annotato:
a) il codice progressivo di registrazione;
b) il numero di protocollo di entrata;
c) il numero della fattura o del documento contabile equivalente;
d) la data di emissione della fattura o del documento contabile equivalente;
e) il nome del creditore e il relativo codice fiscale;
f) l’oggetto della fornitura;
g) l’importo totale, al lordo di IVA e di eventuali altri oneri e spese indicati;
h) la scadenza della fattura;
i) nel caso di enti in contabilità finanziaria, gli estremi dell’impegno indicato nella fattura o nel documento contabile equivalente ai sensi di quanto previsto dal primo periodo del presente comma oppure il capitolo e il piano gestionale, o analoghe unità gestionali del bilancio sul quale verrà effettuato il pagamento;
l) se la spesa è rilevante o meno ai fini IVA;
m) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 Agosto 2010, n. 136;
n) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3;
o) qualsiasi altra informazione che si ritiene necessaria”.

La disposizione richiamata integra le informazioni necessarie a determinare il contenuto delle annotazioni del registro delle fatture e degli altri documenti contabili che, in specie, si rifanno alle richieste equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei confronti delle amministrazioni soggette agli obblighi in esame. Essa, ricollega il contenuto delle annotazioni, in uno, con le informazioni fiscali di cui al decreto ministeriale n. 55/2013 e con quelle che integrano le informazioni necessarie per le registrazioni del protocollo informatico(3) attraverso il quale, secondo le previsioni del Decreto, le prime passano per approdare al sistema informativo contabile.

Ciò inevitabilmente comporta l’esigenza per cui le pubbliche amministrazioni non trascurino l’obbligo di conservare in modo uniforme ed accentrato, aggregando informazioni in modo unitario e digitale. Così da abbandonare del tutto le pratiche tipiche del cartaceo(4).

 

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