Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

L’IN-HOUSE PROVIDING AI SENSI DELLA DIRETTIVA 2014/24/UE: IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO

di Sarah Ungaro e Saveria Coronese

Consiglio di Stato, Sezione Seconda, Adunanza di Sezione del 22 ottobre 2014 e del 17 dicembre 2014 – Parere del 30/01/2015

Il quesito ha ad oggetto la possibilità di affidamento “in house” di prestazioni di servizio nel campo dell’informatica per il sistema universitario, della ricerca e scolastico, da parte del MIUR in via diretta al CINECA Consorzio Interuniversitario. Il CINECA, in cui sono consorziati, oltre al Ministero richiedente, sessantanove università e due Enti pubblici di ricerca, essenzialmente realizza sistemi gestionali e servizi a sostegno delle università e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.


 

Il 30 gennaio 2015 il Consiglio di Stato si è pronunciato con un Parere in tema di in-house providing su un quesito posto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Il quesito riguardava gli effetti della disciplina sulla configurazione dell’istituto dell’in-house providing derivanti dalla Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n.24 del 26 Febbraio 2014 sugli appalti pubblici, in abrogazione della direttiva 2004/18/CE.

Appare opportuno, innanzitutto, fare luce su alcuni concetti chiave. La fattispecie di in-house providing si realizza quando una pubblica amministrazione si avvale, ai fini della gestione di un servizio, di una società esterna con la quale, però, è in essere un rapporto connotato dal controllo dell’ente pubblico che risulta destinatario dei suoi servizi. Tale società esterna, infatti, nonostante costituisca un soggetto separato dalla pubblica amministrazione, risulta ricollegata a quest’ultima mediante un rapporto di derivazione che delinea la società quasi come una longa manus dell’ente, un’estrinsecazione di quest’ultimo. Dunque, il modello organizzativo che lega la società e l’ente è meramente interno e qualificabile come “delegazione interorganica” [1].
Uno degli effetti che deriva dal suddetto tipo di rapporto fra i due soggetti (l’ente pubblico e il soggetto controllato) è quello relativo alla possibilità di procedere all’assegnazione della gestione di determinati servizi per affidamento diretto, ossia senza dover espletare necessariamente una gara d’appalto. È di ovvia deduzione che adottandosi una siffatta modalità, ciò che si realizza è una deroga alle regole dettate in tema di concorrenza, non discriminazione e trasparenza. Data la rilevanza di questi principi, sanciti anche a livello comunitario, le eccezioni sono ammesse unicamente in ottemperanza di alcune condizioni precisate dalla giurisprudenza comunitaria e riprese nel nostro ordinamento.
In argomento, il MIUR ha chiesto un Parere al Consiglio di Stato in merito alla legittimità dell’assegnazione tramite affidamento diretto al CINECA (“Consorzio Interuniversitario senza scopo di lucro al servizio del sistema accademico nazionale” 2 ) dei servizi in campo informatico per il sistema universitario, della ricerca e scolastico.

 

…continua su EDICOLeA e sull’APP gratuita (iOSAndroid)

 


 

Altri articoli di Sarah Ungaro

processo_civile_telematico PCT: DEROGA PER L’APPLICAZIONE DELLE REGOLE TECNICHE SUL DOCUMENTO INFORMATICO
di Andrea Lisi e Sarah Ungaro (N. I_MMXV)
Il Consiglio Nazionale Forense ha richiesto, con lettera del 30 gennaio 2015 al Ministero della Giustizia, di escludere il Processo Telematico e il regime delle notifiche a mezzo PEC non solo dall’ambito di applicazione delle nuove Regole tecniche sul documento informatico, emanate con il DPCM 13 novembre 2014, ma addirittura dal Codice dell’Amministrazione Digitale.

 

Altri articoli di Saveria Coronese

Translate »