Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

LE COMPETENZE DIGITALI SECONDO IL FRAMEWORK EUROPEO 3.0

di Alessandro Selam e Nina Preite

L’ European e-Competence Framework rappresenta il quadro comune di riferimento per tutti i professionisti ICT europei di tutti i settori industriali, costituendo lo specchio delle domande e delle esigenze concretamente espresse in questo ambito dal mercato del lavoro. Nel contributo si analizza la genesi dell’e-CF e in particolare la sua ultima versione 3.0 e l’importanza che le nuove professioni digitali rivestono, specie nella digitalizzazione dei processi di gestione informativa e documentale.

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I processi di innovazione e digitalizzazione coinvolgono in maniera sempre più evidente enti pubblici e aziende di ogni dimensione e grado, costringendoli a fare i conti con cambiamenti e scadenze imminenti che il nostro Paese deve rispettare per poter essere al passo con quanto accade nel resto dell’UE. La gestione digitale dei processi documentali è una delle manifestazioni più significative di questo cambiamento (non la sola, certo): solo per fare un esempio, la fatturazione elettronica verso la PA, alla quale gli enti pubblici dovranno adeguarsi entro il 31 marzo 2015, è uno degli appuntamenti cruciali nel calendario dell’Agenda Digitale italiana. Questi e altri cambiamenti innovativi richiedono lo sviluppo nel settore pubblico e privato di nuove e adeguate competenze professionali nel settore ICT, competenze che, già da diversi anni, si è sentita la necessità di teorizzare e codificare a livello europeo. Secondo quanto stabilito dall’Unione Europea ai sensi della Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, “la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”.

Dalla definizione generica del 2006 numerose sono state le iniziative portate avanti da ciascun Paese e congiuntamente nell’ambito comunitario: in Italia il Programma Nazionale per lo sviluppo delle competenze digitali negli anni scorsi ha perseguito l’obiettivo di studiare le possibili applicazioni del digitale nell’esercizio dei diritti di cittadinanza, dei servizi di e-government e del sistema delle imprese, cercando di colmare il gap digitale rispetto alla media europea. Oggi la maggior parte delle realtà imprenditoriali (e se ne possono escludere davvero poche), qualsiasi dimensione esse abbiano, non posso prescindere dalle professionalità del settore digitale per essere competitive sul mercato. È stato necessario, quindi, agire in ambito internazionale, confrontandosi con esperienze differenti al fine di individuare elementi condivisi che potessero costituire le fondamenta per sviluppare standard riconosciuti. L’Italia, in questo ambito, grazie soprattutto ai professionisti che hanno collaborato con gli enti di standardizzazione nazionale presenti nelle commissioni internazionali, ha svolto un ruolo di primo piano.

L’attività di maggior rilievo degli ultimi anni nello sviluppo delle competenze ICT è l’e-Competence Framework, (o come viene comunemente definito, e-CF). L’e-CF è un sistema di riferimento per le competenze professionali e manageriali nel settore ICT, che consente di allineare sistemi di riferimento presenti in diversi ambiti (formativo e imprenditoriale, in ambito pubblico e privato, a livello nazionale e trans-nazionale).
Questo sistema nasce dal dialogo spontaneo di esperti in Information e Communication Technology e risorse umane in un apposito gruppo di lavoro del CEN (European Committee for Standardization), progenitore del framework attualmente utilizzato in ambiente ICT e reso noto in occasione dell’European e-Skills Conference già nel 2008.

Un punto di forza dell’e-CF risiede nel fatto che si tratta di una risorsa aperta alla consultazione e alla modifica attraverso il confronto (il documento è scaricabile liberamente alla pagina www.ecompetences.eu). Ciò ha consentito il costante aggiornamento del sistema alle esigenze del mondo della domanda e dell’offerta. Dal 2008 al 2014, infatti, sono già state pubblicate la versione 1.0, 2.0 e la recente versione 3.0.

L’obiettivo principale del framework è quello di descrivere i profili ICT di riferimento presenti oggi in Europa per coprire, a diversi livelli di granularità 1 , l’intero processo di business ICT. A questo scopo è stato individuato un albero genealogico dei profili europei ICT, strutturati in sei famiglie (Generazione 1), da cui scaturiscono 23 profili (Generazione 2). Dalla Generazione 2 si trasmettono poi ulteriori profili che vengono creati per adeguarsi al meglio alle specifiche esigenze dei diversi stakeholder.

Per l’Italia il sistema e-CF è stato il modello di riferimento per la creazione della norma quadro Italiana per le competenze ICT (UNI 11506).
I 23 profili realizzati in questo CWA 2  e combinati con le competenze dell’e-CF forniscono un bacino di caratteristiche per lo sviluppo di profili da parte di diversi attori europei nel campo dell’ICT, in specifici contesti e con un maggiore livello di granularità (Generazione 3,4, etc.).
I profili europei ICT e l’e-competence sono concetti complementari costruiti per supportare lo sviluppo e la gestione di una comunità professionale ICT di livello mondiale in Europa: questo permetterà di dare una risposta alle esigenze di standardizzazione dei professionisti ICT e sarà una guida per la loro attività, per lo sviluppo e formazione.

Come abbiamo già evidenziato, il Framework europeo sull’e-competence è arrivato oggi alla sua maturazione nella versione 3.0. Quest’ultima si compone di quattro dimensioni che riflettono diversi livelli di Business e Pianificazione delle Risorse Umane e integrano delle linee guida per la definizione dei livelli di abilità lavorative. Il progetto è partito dalla versione 1.0, focalizzata sullo sviluppo iniziale delle dimensioni 1, 2, 3 mentre la versione 2.0 sviluppava il framework in tutte e quattro le dimensioni.
Le attività di progetto della versione 3.0 hanno revisionato principi e contenuti e capitalizzato l’esperienza degli stakeholder verso l’utilizzo pratico degli e-CF. Sono state aggiunte, infatti, nuove competenze progettate sulle esigenze delle piccole e medie imprese, come quelle legate all’identificazione dei fabbisogni, all’innovazione, con una maggiore attenzione al concetto di leadership ed e-leadership ulteriormente integrato, all’ingegneria dei sistemi e al marketing digitale.

Per comprendere al meglio come il framework possa essere un ottimo strumento per la crescita del Paese, attraverso un investimento sulle competenze in un panorama condiviso che vede al centro un mercato unico di beni e servizi, bisogna comprendere la sua struttura, qui di seguito descritta.

  • Dimensione 1: 5 aree di e-Competence, PLAN (PIANIFICARE) – BUILD (REALIZZARE) – RUN (OPERARE) – ENABLE (ABILITARE) – MANAGE (GESTIRE);
  • Dimensione 2: un insieme di e-Competence di riferimento per ciascuna area, con una descrizione generica per ciascuna competenza (40 competenze individuate nella versione 3.0);
  • Dimensione 3: livelli di capacità per ciascuna e-Competence;
  • Dimensione 4: esempi di knowledge (conoscenza) e skill (capacità).

Come si evince da quanto sopra riportato, ogni dimensione corrisponde all’individuazione di competenze sulla base di precipue abilità e conoscenze possedute in un contesto specifico di azione (aree-Dimensione 1). Questa struttura porta il professionista ICT a riconoscersi, formarsi, specializzarsi e operare in un contesto riconosciuto di competenze, in un mercato competitivo di professionisti.

Questi obiettivi rientrano nei programmi dell’Agenda Digitale europea e italiana e l’attuale divario tra la domanda e l’offerta di competenze digitali potrà essere superato solo attraverso una forte sinergia tra settore pubblico e settore privato.
A questo scopo l’Italia ha redatto un Programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali, rilanciando la Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali e allargando la cornice del progetto europeo «GrandCoalition for Digital Jobs», del quale l’Agenzia per l’Italia Digitale è referente per l’Italia.

La Coalizione si fonda sulla collaborazione fra istituzioni pubbliche nazionali e locali, comunità professionali, organizzazioni non profit, associazioni datoriali e sindacali e altri soggetti privati per attivare assi strategiche di ricerca e innovazione per e-Commerce, e-Governement, infrastrutture, sicurezza e smartcities, con l’obiettivo di acquisire competenze digitali che trasversalmente toccano i diversi aspetti di una società:

  • cittadinanza digitale (e-inclusion);
  • professionisti ICT (competenze specialistiche);
  • e-ledership;
  • PA digitale.

Va da sé che professionisti e PA digitale rappresentano il punto di partenza per strutturare in ogni ambito della quotidianità lo sviluppo della cultura e dell’esperienza digitale, e tutti i processi di digitalizzazione avviati nell’ultimo periodo portano alla necessaria esigenza di sviluppare i profili professionali ICT attraverso le 40 competenze tipo, sulle quali poggiano le differenti professionalità, come mostra lo schema in Figura 1.

Il legislatore italiano, inoltre, con l’emanazione della legge 4/2013 ha sancito (dopo un percorso lunghissimo) l’importanza delle competenze professionali anche di quei soggetti che, operando sia in modalità individuale, sia in modalità associata, non sono organizzati in ordini e/o collegi. Competenze digitali e riconoscimento delle figure professionali in grado di gestire il cambiamento innovativo rappresentano un connubio perfetto di sviluppo verso nuovi scenari lavorativi sia nel settore pubblico che in quello privato. Professionisti del web, professionisti della digitalizzazione documentale, professionisti della sicurezza delle informazioni, professionisti della privacy, sono tutte figure entrate di prepotenza nei diversi contesti lavorativi e che cominciano ora a vedere le loro competenze riconosciute a diversi livelli.

Come individuato e definito nel CWA 16234, Dimensione 1 dell’e-CF 2.0, le attività di riferimento per le figure professionali operanti nel settore ICT fanno capo ai seguenti 5 macro-compiti: esercizio, supporto, gestione, sviluppo & implementazione, pianificazione strategica & progettazione.
I professionisti che abbiamo menzionato si inseriscono con approccio circolare in ognuno di questi macro compiti, associando a ognuno di essi un insieme di attività specifiche che devono svolgere affinché tutti i processi che coordinano e supervisionano siano gestiti correttamente.
Tali figure infatti, pianificano strategie, gestiscono processi coordinando i responsabili in essi coinvolti, supportano il sistema inteso come l’insieme delle risorse umane, tecnologiche ed economiche, sviluppano e implementano le attività nell’ottica della razionalizzazione, dell’efficacia ed efficienza, semplificando procedure e procedimenti.

L’ICT e i suoi professionisti costituiscono i presupposti principali per la crescita di ogni azienda, di grandi o piccole dimensioni, pubblica o privata.
Il framework europeo sulle competenze digitali rappresenta dunque il modello di riferimento per tutti i livelli di formazione (formale, informale, non formale) e costituisce lo specchio delle domande provenienti dal mercato del lavoro.

Se l’Europa punta, come evidenziato, su competenze digitali e digital jobs, l’Italia non si è fatta aspettare. A questo proposito AgID si pone l’obiettivo di:

  • sviluppare una maggiore consapevolezza digitale nei cittadini;
  • incrementare le competenze digitali per il mercato del lavoro;
  • aumentare la capacità di individuare e sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’economia digitale per imprenditori e manager;
  • implementare le potenzialità di innovare processi e prodotti e la propria competitività nel contesto globale (piccole e medie imprese);
  • potenziare le capacità di utilizzo di tecnologie e servizi digitali, sia per migliorare i processi sia per interagire con il pubblico per i dipendenti della PA 3 .

La Coalizione Italiana considera le competenze digitali strategiche per la crescita economica e sociale del Paese, un fattore chiave dell’Agenda Digitale che è la vera sfida per la modernizzazione dell’Italia e la sua capacità di competere nel panorama internazionale. ©

NOTE

  1. http://en.wikipedia.org/wiki/Granularity
  2. CEN Workshop Agreement.
  3. http://www.agid.gov.it/sites/default/files/documenti_indirizzo/competenzedigitali2015.pdf ◊

 

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