Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

LA FATTURA ELETTRONICA NEL B2B, UN PASSO AVANTI DECISIVO SE SARANNO MODIFICATI INCENTIVI E DATI DA TRASMETTERE

di Daniele Tumietto

Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127

Approvato il Decreto legislativo che dà attuazione alle disposizioni contenute nell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della Legge n. 23/14, prevedendo l’avvio della fattura elettronica tra privati e la trasmissione telematica dei corrispettivi, poi approvato in via definitiva con il Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 in vigore dal 2 settembre 2015.

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Come è ben noto a tutti, la fattura elettronica è un obiettivo introdotto dall’Agenda Digitale europea perché ritenuta un volano molto importante per evolvere e la cultura digitale nel mercato europeo delle imprese, creando le condizioni per rendere più efficaci i cicli finanziari, migliorando i processi amministrativi andando anche a ridurre e controllare tutti i costi di gestione. In Italia la fattura elettronica nel B2B (Business-to-Business) nasce non come norma a sé stante ma inserita all’interno di un gruppo decreti predisposti per attuare la riforma fiscale disciplinata dalla Legge n. 23/14 del 11/3/14. I predetti decreti introducono le linee guida per modificare e innovare le disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente; la trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni compiute attraverso distributori automatici ex art.9, co.1, lett.d) e g), Legge n. 23/14; ed infine le misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese.

In tale contesto il Decreto sulla fattura elettronica ha voluto anche disciplinare un sistema telematico che da un lato avvia un processo di cambiamento nei rapporti con i contribuenti introducendo anche regimi agevolativi, eliminando alcune comunicazioni periodiche, con il controllo remoto dei dati dei contribuenti, mentre dall’altro lato ha iniziato a codificare un modello comune per stabilire le basi dell’interoperabilità. Tale lavoro a portato ora all’individuazione del modello FatturaPA in XML, ma gli sviluppi europei avranno sicuramente una ricaduta anche in questo contesto considerato l’obbligo per tutte le PA europee di accettare fatture elettroniche conformi al modello dati “core” della fattura elettronica in fase di definizione presso il CEN ed ai formati che saranno da questi individuati, secondo quanto richiesto dalla  Direttiva 2014/55/UE a partire da ottobre 2018 per le PA centrali e da ottobre 2019 per quelle locali. Si vedano in proposito gli articoli già pubblicati recentemente da “Il Documento Digitale”.

Con l’adozione dei pareri consultivi delle Commissioni finanze del Senato e della Camera è terminato l’iter che ha portato, il 17 luglio, il Consiglio dei Ministri ad approvare il Decreto legislativo che dà attuazione alle disposizioni contenute nell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della Legge n. 23/14, prevedendo l’avvio della fattura elettronica tra privati e la trasmissione telematica dei corrispettivi, poi approvato in via definitiva con il Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.190 del 18-8-2015, con entrata in vigore dal 2 settembre 2015.

Molto significative sono le novità introdotte dal Consiglio dei Ministri nel contenuto dell’articolo 1, dove si prevede che l’Agenzia delle entrate renda disponibile gratuitamente ai contribuenti un servizio per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche. Tale novità è stata introdotta accogliendo le proposte formulate dalle Commissioni di Camera e Senato, che avevano espressamente indicato che il sistema fosse anche idoneo alla conservazione delle fatture elettroniche.
Il Governo ha individuato come strumento per la corretta gestione dell’emissione, invio e conservazione delle fatture (emesse e ricevute) lo stesso sistema che attualmente è utilizzato per le fatture verso la PA, cioè il Sistema di interscambio (Sdi). Lo Sdi, che ovviamente sarà potenziato, opererà come già funziona per la fattura verso la PA. Inoltre è prevista anche la realizzazione di un archivio anagrafico, simile all’IPA – Indice delle Pubbliche Amministrazioni, che funzioni da indirizzario per la consegna delle fatture emesse e ricevute tra privati.
Per semplificare l’avvio di tale processo si è scelto, giustamente, di utilizzare il formato previsto per le fatture PA, che è dettagliato nell’allegato A del Decreto n. 55/2013, perché è necessario e fondamentale avere uno standard di riferimento univoco su cui avviare poi le operazioni di elaborazione ed interoperabilità. Anzi, come già proposto personalmente nell’ultima riunione del “Forum italiano sulla fatturazione elettronica e l’e-procurement” al fine di incrementare i dati da trasmettere, si ritiene importante che anche i dati relativi al ciclo dell’ordine siano presenti in fattura, per permettere una maggiore integrazione ed automazione nella gestione dei processi aziendali (ordine/fattura/pagamento) con forti ricadute economiche positive.
Nel comma 3 è stabilito che la scelta di utilizzare la trasmissione telematica delle fatture tra privati è opzionale e vale fino al quarto anno successivo rispetto a quando l’opzione è effettuata. Se essa non è revocata, si estende per cinque anni, con rinnovo automatico. È prevedibile che l’Italia nei prossimi anni trasformi questa opzione in obbligo come sta già iniziando ad accadere, pur con i necessari distinguo, in altri paesi europei (Portogallo e Francia).
Appare importante ed apprezzabile il riconoscimento (articolo 1, comma 4) dell’attività svolta e da svolgere dei Forum Nazionali sulla Fatturazione Elettronica quali soggetti consultivi per la definizione degli aspetti tecnici attuativi dei provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Rilevante è anche il successivo comma 5 in cui è stabilito che un Decreto individuerà modalità semplificate dell’attività di controllo, che potrà essere svolta anche a distanza, escludendo duplicazioni delle predette attività.

All’articolo 2, comma 1 si prevede, con decorrenza dall’ 1/1/2017, l’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle entrate per tutti i soggetti che eseguono cessioni di beni e prestazioni di servizi al minuto, anche mediante distributori automatici. La disposizione contenuta nel comma 2 indica che la trasmissione telematica dei corrispettivi sarà obbligatoria, e nel successivo comma 3, è previsto che siano adottate soluzioni che consentiranno di non incidere sull’attuale funzionamento degli apparecchi garantendo nel contempo il rispetto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo degli stessi, la sicurezza e l’inalterabilità dei dati dei corrispettivi acquisiti dagli operatori.

All’articolo 3 è prevista, a fronte dell’esercizio dell’opzione di adesione previsto dall’articolo 1, comma 3, e articolo 2 comma 1, l’eliminazione di adempimenti periodici e quindi nei seguenti vantaggi: esonero dall’obbligo d’invio dello spesometro, esonero comunicazioni black-list, esonero modelli INTRASTAT limitatamente agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi ricevute, esonero dall’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, di locazione e noleggio, esonero dalla comunicazione degli acquisti di beni da operatori economici di San Marino con assolvimento dell’IVA mediante autofatturazione, rimborsi IVA in via prioritaria, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei requisiti di cui all’articolo 30 del DPR 633/72, riduzione di un anno (da quattro a tre anni) dei termini di accertamento in materia IVA e di imposte dirette di cui all’articolo 57, comma 1 del DPR n.633/72 (rettifiche ed accertamenti in materia IVA), ed all’articolo 43, comma 1 del DPR n. 600/73 (accertamenti in materia di imposte sui redditi).

Come contraltare, vi sono anche degli svantaggi che possono essere riassunti in:

  • in caso di omessa trasmissione telematica dei dati delle fatture o dei corrispettivi, ovvero in caso di invio di dati incompleti o inesatti, troveranno applicazione le sanzioni previste per le violazioni in materia di imposte dirette e di IVA,
  • per ottenere la riduzione di un anno (da quattro a tre anni) dei termini di accertamento in materia IVA e d’imposte dirette è necessario che i contribuenti garantiscano la tracciabilità dei pagamenti secondo modalità da definirsi con un apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

È stato inoltre indicato, nella relazione di accompagnamento al Decreto, che il regime premiale si applica solo ai contribuenti che aderiscono esercitando l’opzione e trasmettano fatture emesse e ricevute solo in modalità elettronica, escludendo pertanto la forma cartacea.

All’articolo 4 comma 1 è introdotto un particolare regime di favore per specifiche categorie di soggetti, appositamente individuati (probabilmente piccole imprese, ditte individuali e professionisti) che prevede la fornitura in via telematica degli elementi informativi necessari anche per le liquidazioni periodiche e per la dichiarazione annuale dell’IVA; il superamento dell’obbligo di tenuta dei registri IVA e del registro dei corrispettivi; l’ottenimento di rimborsi senza necessità di garanzie o visto di conformità.
L’articolo 5 disciplina la cessazione del regime sanzionatorio da applicare a coloro che non hanno trasmesso i dati o li hanno trasmessi in modo incompleto o non veritiero, prevedendo, oltre alla fuoriuscita dal regime, anche una sanzione amministrativa (ex articolo 6 del Decreto legislativo n. 471/97). Benché la proposta non obblighi tutti gli operatori alla fattura elettronica, al riguardo è stato sollecitato almeno un impegno del Governo in tal senso da parte della Commissione Finanze della Camera, il Decreto in questione fornisce uno stimolo determinante all’abbandono della carta e al passaggio alla fatturazione elettronica anche tra privati ai quali offre l’opportunità, anche con il supporto dell’Agenzia delle entrate, di utilizzare il medesimo strumento per l’adempimento commerciale (emissione della fattura) e per quello fiscale (trasmissione dei dati delle fatture all’Amministrazione finanziaria) aggiungendo anche la conservazione.

Inoltre, come già accennato sopra, l’iniziativa legislativa attuata con l’approvazione del Decreto legislativo rappresenta un cambio di rotta importante rispetto al passato nel rapporto tra Amministrazione finanziaria e Contribuenti, dando un segnale di discontinuità e aprendo un rapporto più collaborativo basato su un numero minore di adempimenti, un dialogo e controllo che avverrà su basi telematiche, una riduzione dei tempi di accertamento. È anche rilevante tenere conto dallo sviluppo futuro che il sistema fatture elettroniche tra privati avrà in ottica di “compliance fiscale” perché, con riferimento alle informazioni da trasmettere, l’Amministrazione finanziaria avrà a disposizione in tempo reale tutti i dati che sono necessari per i controlli automatici e le elaborazioni statistiche, e che oggi utilizzano in parte solo grazie all’invio fatto dai contribuenti delle comunicazioni periodiche (che saranno eliminate). Non a caso è stato introdotto nel Decreto anche il riferimento al termine “dati”, perché è importante realizzare economie di scala e generare una semplificazione concreta e tangibile che si basa proprio sull’utilizzo di dati strutturati, fondamentali per assicurare la loro completa interoperabilità basata su normazioni e standard internazionali.

I lavori del tavolo CEN che sta definendo le regole tecniche della fattura elettronica secondo la Direttiva 55 (di prossima pubblicazione), l’avvio dell’entrata in vigore del Regolamento Unico Europeo eIDAS (a partire per una parte dal 1 luglio 2016), daranno certamente indicazioni al Direttore dell’Agenzia delle entrate per scrivere i decreti e provvedimenti previsti dal Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 per proseguire sulla strada appena intrapresa di cambiare il rapporto tra fisco e contribuenti, contribuendo a sviluppare sistemi basati sul “controllo di gestione” (cfr. note esplicative della Direttiva 2010/45/UE), introducendo un concetto di “neutralità tecnologica” per lasciare spazio ad eventuali altri sistemi (oltre a firma digitale o EDI) mantenendo salve le necessarie garanzie su veridicità ed autenticità dei dati. ©

 


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