Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

LA CONSEGNA DEI REFERTI MEDICI TRAMITE MODALITÀ DIGITALI: DALLE LINEE GUIDA DEL GARANTE PRIVACY AL RECENTE DPCM DELL’8 AGOSTO 2013

di Chiara Rabbito e Giancarmine Russo

[toggle Title=”Abstract”]Excursus legislativo sulle modalità digitali di consegna del referto medico, dalle linee del Garante della Privacy del 19 novembre 2009 fino al DPCM dell’8 agosto 2013, esaminato nel dettaglio nelle successive pagine di questo numero.[/toggle]

[dropcaps style=”fancy”]S[/dropcaps]econdo la definizione maggiormente condivisa, è referto medico “la relazione scritta rilasciata dal medico sullo stato clinico del paziente dopo un esame clinico o strumentale”. Tale è in effetti la descrizione di referto rinvenibile nelle “Linee guida in tema di referti on line(1)”, primo documento ufficiale con il quale nel 2009 l’Autorità garante per il trattamento dei dati personali, preso atto del processo in fieri di digitalizzazione della documentazione sanitaria, con ammirevole lungimiranza, individua le buone pratiche per un uso dei referti digitalizzati conforme ai principi della privacy.

Anche nel caso del referto online, come in quello del Fascicolo Sanitario Elettronico, il Garante nel testo definitivo delle Linee guida riconosce grande rilievo al principio di autodeterminazione del cittadino, autodeterminazione che, nel caso del referto, si declina nella libertà decisionale circa la scelta positiva di utilizzo del referto digitale e circa le sue modalità di ricezione. All’interessato, quindi, secondo il Garante, deve essere consentito di scegliere – in piena libertà – se accedere o meno al servizio di refertazione online o se mantenere la modalità cartacea.

La struttura sanitaria dovrà predisporre allo scopo una specifica informativa e dovrà effettuare la raccolta del relativo consenso in ordine al trattamento dei dati personali connessi a tale servizio, in modo da consentire al cittadino di aderire – qualora lo voglia – consapevolmente e con un adeguato livello di informazione ai servizi di refertazione digitale, senza alcun pregiudizio circa la possibilità di usufruire comunque delle prestazioni mediche richieste. La libertà di scelta del cittadino deve potersi esprimere anche nel senso che, qualora l’interessato abbia scelto di aderire ai suddetti servizi di refertazione, deve essergli concesso – in relazione a singoli esami clinici – di manifestare una volontà contraria, cioè di poter ricevere il referto in modalità diversa da quella originariamente opzionata.

Le modalità di ricezione del referto digitale prese in considerazione dal Garante sono: il download e la spedizione per posta elettronica.
In applicazione al principio di libera determinazione del cittadino, nel caso di comunicazione del referto presso l’indirizzo della casella di posta elettronica fornito dall’interessato, a quest’ultimo deve essere concessa la possibilità di confermare l’indirizzo di posta elettronica presso cui ricevere tale comunicazione in occasione dei successivi accertamenti clinici. Il cittadino, cioè, deve poter decidere di utilizzare un indirizzo email diverso le volte successive. Egli, inoltre, deve poter scegliere, se ricevere via email i referti clinici, anziché dalla struttura sanitaria che ha effettuato l’esame, dal proprio medico curante o dal proprio medico di medicina generale. All’opposto, devono essere garantiti al paziente il diritto e la possibilità tecnica di non comunicare sistematicamente al medico curante tutti i risultati delle indagini cliniche effettuate, ma esclusivamente quelli che deciderà di volta in volta di fargli conoscere.

…continua su EDICOLeA

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