Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

ISTITUITO IL PIANO NAZIONALE DELLA SCUOLA DIGITALE (PNSD)

di Francesca Panuccio Dattola

MIUR – Decreto n. 851 del 27 ottobre 2015

Con il decreto 851/2015 il MIUR ha istituito il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD), pensato per guidare le scuole in un percorso di innovazione e digitalizzazione, come previsto nella riforma della Scuola (legge 107/2015 – La Buona Scuola). Il documento ha funzione di indirizzo; punta a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali. Le azioni previste, (35 punti), sono state finanziate attingendo alle risorse messe a disposizione dalla legge “La Buona Scuola” e dai Fondi strutturali Europei (Pon Istruzione 2014-2020) per un totale di un miliardo di euro. Il Piano sarà attuato da qui al 2020. È prevista anche la figura dell’Animatore Digitale.


Il documento contenuto nel decreto pubblicato dal MIUR il 27 ottobre 2015 al n. 851 contiene il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD), nato dalla sinergia scuola-tecnologia che ha come obiettivo quello di consentire agli istituti scolastici di entrare nel mondo tecnologico, avviando corsi e proseguendo l’apprendimento permanente (life long learning) con modalità virtuali. L’obiettivi che Europa 20 si propone di raggiungere è soprattutto una crescita intelligente che consenta di:

  • sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;
  • attribuire all’economia sostenibilità al fine di promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva;
  • raggiungere un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.

Per quanto riguarda le aree d’intervento, numerose sono allo stato le “Azioni” poste in essere dal mondo della Scuola.

  • Azione “LIM”: promossa per la prima volta nel 2008, prevedeva la diffusione capillare della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) nella didattica in classe. La LIM è vista come un oggetto dalle sembianze simili alla lavagna di ardesia che deve entrare nelle classi, senza stravolgerle e consentendo una graduale familiarizzazione dei docenti con le tecnologie. Si segnala come ben 12.416.971 euro siano stati utilizzati per la formazione di 72.357 docenti all’uso sia tecnico che didattico delle LIM stesse.
  • Azione “Classi 2.0”: caratterizzata dallo slogan “non più la classe in laboratorio, ma il laboratorio in classe”, ha l’obiettivo di stimolare l’ideazione e la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi. Il progetto ha riguardato, dal 2009 e nei 3 anni successivi, 416 classi di ogni ordine e grado, per un finanziamento complessivo di 8.580.000 euro per l’acquisto delle dotazioni tecnologiche e di 1.944.857 euro per supporto e formazione. Avviata nel 2011 con uno stanziamento di 4.500.000 euro, “Classi 2.0” ha consentito a 14 istituti scolastici di percorrere una linea di innovazione molto avanzata, attraverso strategie che coniugassero l’innovazione nella programmazione didattica.
  • Azione “Editoria digitale scolastica”: avviata nel 2010 e finalizzata alla produzione di contenuti digitali in 20 istituti scolastici, ripartiti tra i vari ordini e gradi di scuola con un finanziamento di circa 4.400.000 euro.
  • Accordi MIUR – Regioni: per accompagnare il processo di innovazione digitale in maniera più capillare sul territorio, sono nati tali accordi, in grado di garantire una maggiore sinergia e collaborazione tra il livello centrale e quello regionale. Sottoscritti il 18 settembre 2012 per investimenti ulteriori di 33 milioni di euro, tali accordi hanno consentito di assegnare ulteriori 1.931 LIM, formare 905 Classi 2.0 e 23 Scuole 2.0.

 

…continua su EDICOLeA e sull’APP gratuita (iOSAndroid)

 


Altri articoli di Francesca Panuccio Dattola

pec2 LA VALIDITÀ DELLA PEC PUÒ ESSERE CONTESTATA SOLO ADDUCENDO UN DIFETTO DI FUNZIONAMENTO NON IMPUTABILE AL DESTINATARIO -
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXVI)
TAR per l’Umbria, Sezione Prima, sentenza n. 404 dell’8 luglio 2015 e depositata l’11 settembre 2015. La validità e l’efficacia della comunicazione della Segreteria degli uffici giudiziari tramite posta elettronica certificata (P.E.C.) possono essere contestate solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario; ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica, mediante l’utilizzo di posta elettronica certificata, risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità, in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio, tanto che l’art. 48 comma 2, d.lg. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale), equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria e che l’art. 136, c.p.a. sanziona con la presunzione di conoscenza l’utilizzo della P.E.C.
Speciale-Volontariato CONSENTITO ALL’ENTE LOCALE DI AVVALERSI DI LAVORO PRESTATO GRATUITAMENTE IN REGIME VOLONTARIO -
di Francesca Panuccio Dattola (N. III_MMXV)
Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo per la Lombardia, parere n. 192 dell’11 maggio 2015. La questione posta alla Corte dei Conti riguarda la legittima assunzione da parte di un Comune degli oneri relativi alla stipulazione di “apposite polizze per garantire ai volontari adeguata copertura assicurativa contro infortuni, malattie connesse allo svolgimento dell’attività e per la responsabilità civile”. Il parere tre origine infatti dal fatto che “molto spesso cittadini singoli chiedono di poter prestare servizio volontario a titolo individuale a favore del Comune in diversi ambiti: biblioteca, uffici, tenuta del verde, manutenzione edifici ecc.”. Nel complesso normativo di riferimento la Corte intende sottolineare il concetto per cui il “volontariato possa rendere i propri servizi attraverso prestazioni personali, volontarie e gratuite, individualmente o in gruppi, con assoluta preminenza delle finalità che debbono informare l’attività di volontariato sulla forma giuridica degli organismi a cui singoli volontari aderiscono; ben potendo a quest’ultimo riguardo, e con riferimento al particolare caso in esame, esercitarsi, nei limiti sopra indicati, l’autonomia normativa, in forma regolamentare, costituzionalmente riconosciuta ai comuni”.
permesso_soggiorno PERMESSO DI SOGGIORNO ELETTRONICO: VIA LIBERA DEL GARANTE ALLE REGOLE DI SICUREZZA -
di Francesca Panuccio Dattola (N. II_MMXV)
Il Garante ha di recente indicato il permesso di soggiorno elettronico quale possibile strumento utile nel rispetto delle regole sulla sicurezza, confermando, di fatto, quanto emerge ormai indiscutibilmente in ogni settore della vita dell’individuo, e cioè come il buon uso dello strumento elettronico nella varietà e nella fantasia delle soluzioni proposte ne diviene importante componente.
disabilita DISABILITÀ E TECNOLOGIE: NUOVE FORME DI TUTELA -
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXV)
Atti della tavola rotonda su “Digital Divide e pari opportunità”, organizzata dalla Commissione Pari opportunità del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria, svoltasi l’8 gennaio 2015 presso il Palazzo della provincia. L’iniziativa è volta a ricordare la scomparsa di Giorgio Rognetta, avvocato, studioso, docente ed esperto di diritto dell’informatica ed informatica giuridica.
children-internet SOLLECITO DELL’UE PER INSEGNARE AI BAMBINI COMPETENZE INFORMATICHE E DI PROGRAMMAZIONE -
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXV)
La Commissaria europea Androulla Vassiliou ha scritto una lettera ai ministri dell’Istruzione della UE, esortandoli a far sì che la scuola offra ai bambini l’opportunità di sviluppare competenze nella programmazione informatica di base. La lettera, sottoscritta anche da Neelie Kroes, vicepresidente e commissaria per l’agenda digitale, sottolinea che saper programmare aiuta a risolvere il problema della disoccupazione giovanile e della crescente carenza di competenze nel campo delle TIC cui mancheranno, entro la fine del 2020, 900.000 professionisti.
consulta_pec L’AVVOCATO È RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELLA PROPRIA PEC -
di Francesca Panuccio Dattola (N. III_MMXIV)
Corte di Cassazione, Sezione I Lavoro, sentenza n. 15070 del 13 marzo 2014 e depositata il 2 luglio 2014"]Una volta ottenuta da parte dell’ufficio giudiziario interessato la prescritta abilitazione, ogni avvocato, dopo la comunicazione del proprio indirizzo di PEC al Ministero della Giustizia attraverso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, diventa responsabile della gestione della propria PEC, nel senso che se non la apre ne risente le conseguenze.
e-invoice AI FINI DELLA DETRAIBILITÀ DELL’IVA LA REGISTRAZIONE DELLE FATTURE NEL PC NON È SUFFICIENTE -
di Francesca Panuccio Dattola (N. II_MMXIV)
Corte di Cassazione, sentenza n. 3107 del 12 febbraio 2014. Nella sentenza 3107/2014 la Corte di Cassazione afferma che ai fini della detraibilità dell’IVA la registrazione delle fatture nel pc non è sufficiente. Il caso verteva su irregolare tenuta delle scritture contabili, per omessa fatturazione di somme e per indebita detrazione Iva sugli acquisti per i quali l’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento. Gli ermellini hanno ribaltato la sentenza dei precedenti giudizi di merito affermando che ai fini della detrazione dell’imposta non è sufficiente provvedere, come nel caso in specie alla regolare registrazione delle fatture nel personal computer, ma vanno anche stampate su cartaceo secondo quanto previsto dal Dm dell’11 agosto 1975, entro 60 giorni dalla data di emissione per permettere i successivi controlli dell’amministrazione finanziaria, pena la perdita del diritto alla detrazione.
pec_fax LA NOTIFICA IN CANCELLERIA È IRRITUALE IN PRESENZA DELLA PEC E DEL FAX -
di Francesca Panuccio Dattola ( n.III_MMXIII )
Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, sentenza n. 6752 del 24 gennaio 2013 e depositata il 18 marzo 2013. La Suprema Corte ha rimandato a nuovo ruolo un procedimento poiché il decreto di fissazione dell’udienza con la relazione del giudice relatore non è stato ritualmente notificato, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., all’avvocato del ricorrente. Infatti, decreto e relazione sono stati notificati presso la cancelleria della Corte di Cassazione ai sensi dell’art. 366 comma secondo c.p.c., ma nella specie la ricorrente aveva indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata come previsto dalla richiamata norma a seguito della modifica introdotta dall’art. 25 legge n. 183 del 2011; ciò imponeva, a seguito della richiamata modifica normativa, la notifica a mezzo posta elettronica certificata o, nell’impossibilità di eseguire tale notifica, a mezzo fax ai sensi dell’art. 136 comma 3 c.p.c.
Translate »