Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

IL SAPERE TRA PASSATO E PRESENTE: NUOVE MODALITÀ DI FRUIZIONE, ARCHIVIAZIONE E TUTELA DEL PATRIMONIO INFORMATIVO

di Elena Lisi

[toggle Title=”Abstract”]Il nuovo standard ISO 16919:2014 – “Space data and information transfer systems — Requirements for bodies providing audit and certification of candidate trustworthy digital repositories” ha lo scopo principale di definire una prassi raccomandata su cui basare le operazioni di valutazione dell’affidabilità e della robustezza degli archivi digitali.[/toggle]

L’applicazione delle tecnologie informatiche alle procedure di accesso alla conoscenza ha richiamato l’attenzione sui luoghi e sui “non luoghi” che custodiscono il patrimonio informativo e culturale nazionale, modificando profondamente gli approcci metodologici e le tradizionali modalità di organizzazione e di scambio delle informazioni. I dati e i documenti vengono riprodotti con le tecnologie digitali, viaggiano in rete attraverso il web, vivono su nuovi supporti e sono facilmente condivisi tra le diverse banche dati. Queste nuove modalità di fare comunicazione aprono interessanti prospettive per quanto riguarda le opportunità di ricerca, reperimento dell’informazione e di diffusione della conoscenza ma lasciano anche molti dubbi su paternità intellettuali e validità giuridica. Inoltre, i vantaggi ai fini del reperimento e della consultazione delle risorse sono certamente innegabili ma le garanzie di affidabilità nel lungo periodo si riducono drasticamente, stimolando lo studio costante di nuove soluzioni da parte della comunità intellettuale.

 Le informazioni “sicure“
Pensare ad un atto in versione digitale significa immaginarlo nella sua immateriale sequenza di bit, a volte fissato su un fragile supporto di memoria o completamente scollegato da esso e totalmente virtuale. Ai fini della ricerca di nuovi sistemi, in grado di garantire l’efficacia probatoria nel tempo, le tecnologie informatiche non hanno consentito la semplice trasposizione in digitale delle procedure tradizionali ma a partire proprio dagli strumenti di convalida in uso per le risorse analogiche, sono state formulate nuove strategie, diverse per scopi ed efficacia probatoria. Ecco che alcune delle operazioni più semplici vengono riprese, analizzate e studiate in un’ottica diversa; la marca temporale è una particolare procedura informatica con la quale è ormai possibile collocare temporalmente un atto, determinando con certezza la data e l’ora della sua redazione e fare in modo che il documento sia opponibile a terzi in giudizio; per sottoscrivere i documenti e ricondurre con certezza le scritture ad un determinato autore è stata studiata la soluzione della firma elettronica dei file, strumento che, nelle forme più sicure, è in grado di assicurare la stessa efficacia probatoria della firma autografa. I documenti per l’esplicazione delle procedure tramite questi strumenti di convalida sono molteplici, si avrà sempre un certificato attestante l’identità del titolare, senza il quale viene meno ogni garanzia, oltre agli atti prodotti nel corso dell’iter burocratico.

In generale, dunque, le strategie adottate per facilitare l’individuazione di informazioni, dati e documenti online si concentrano sulle modalità di produzione sicura e protezione del documento ma anche sulle caratteristiche dei luoghi nei quali si consente che il documento sia individuato e reperito e sui canali attraverso i quali è eventualmente trasmesso. A tale scopo, per le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni sono state stabilite caratteristiche specifiche, in grado si assicurare l’affidabilità dei file reperibili e dei contenuti presenti nei siti web(1) ed è stata riformulata e innovata la posta tradizionale e la email, attraverso la realizzazione della posta elettronica certificata, per lo scambio di tutte le comunicazioni ufficiali, per le quali è necessaria la certificazione di invio e ricezione del messaggio.

 PA e trasparenza
La velocità e l’immediatezza che contraddistinguono il web hanno permesso il modificarsi delle modalità di comunicazione e condivisione delle informazioni e i canali online sembrano poter incentivare il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini al processo democratico e la promozione di una maggiore interazione tra Governo e utenti. Il legislatore è intervenuto in tal senso, con norme e linee guida tali da orientare le soluzioni e regolamentare le attività di “apertura” dei dati, nel senso della trasparenza del pubblico operato(2); secondo quanto stabilito nel Codice dell’Amministrazione Digitale i dati delle pubbliche amministrazioni devono infatti essere formati, raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in modo tale che siano facilmente individuati, consultati e riutilizzati da pubbliche amministrazioni e privati(3).

 

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