Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

IL PERCORSO ACCIDENTATO DELL’AVCPASS E IL PROLIFERARE DELLE PEC

di Andrea Lisi e Simonetta Zingarelli

[toggle Title=”Abstract”]Il servizio informatico AVCPASS è divenuto obbligatorio per tutte le procedure di affidamento il cui Codice Identificativo Gara (CIG) è richiesto a partire dal 1° gennaio 2014 per le gare nei settori ordinari sopra i 40.000 euro. Le imprese che intendono partecipare a pubbliche gare d’appalto di lavori, forniture e servizi, devono registrarsi al servizio AVCPASS, indicando a sistema il CIG della procedura di affidamento cui intendono partecipare. Dopo la registrazione, i concorrenti possono inserire a sistema i documenti la cui produzione è a proprio carico, al fine di utilizzarli per ciascuna delle procedure di affidamento alle quali intendono partecipare.

Il sistema rilascia un “PASS”, che va inserito nella busta contenente la documentazione amministrativa da produrre in sede di partecipazione alla gara, unitamente alle autocertificazioni sul possesso dei requisiti di qualificazione richiesti dal bando di gara. Il PASS rappresenta lo strumento necessario attraverso cui le stazioni appaltanti procedono all’acquisizione via web della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario dei concorrenti. I dati e la documentazione probatoria dei requisiti di capacità delle imprese vengono raccolti nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici istituita presso l’AVCP.[/toggle]

[dropcaps style=”fancy”]D[/dropcaps]al primo gennaio 2014 è stato formalmente avviato il servizio AVCPASS (Authority Virtual Company Passport), il sistema informatico che permette la verifica dei requisiti degli appaltatori della PA. In base all’art. 6-bis del d.lgs. 163/2006, infatti, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle procedure disciplinate dal Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture dovrebbe essere acquisita esclusivamente attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Il sistema sarebbe inizialmente dovuto entrare in vigore dal primo gennaio del 2013 ma la data aveva subìto, per volontà dell’Authority (delibera 111/2012), un primo slittamento di un anno, per dare il tempo agli operatori pubblici e privati coinvolti di abituarsi e adeguarsi al nuovo sistema informatico.

Nonostante l’obbligo vigente, le stazioni appaltanti registratesi sulla piattaforma informatica sono state finora solo poche decine(1): tale dato lascia presumere che si continui ancora a utilizzare la verifica cartacea dei requisiti delle imprese; in tale situazione, il rischio maggiore è rappresentato dai possibili contenziosi tra le imprese stesse e le PPAA inadempienti che non si sono ancora iscritte alla piattaforma informatica (per le PPAA inadempienti, peraltro, non è prevista alcuna sanzione).

Da qui la richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, pervenuta dalle sigle di Anci e Ance, di un rinvio della piena efficacia del nuovo sistema perché “tali disposizioni stanno comportando notevoli difficoltà sia per ragioni di interpretazione normativa sia per motivi legati ad aspetti organizzativi e di risorse”.

In accoglimento di tali richieste, il Consiglio dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha reso noto circa l’avvio del sistema AVCPASS che, in seguito alle numerose difficoltà segnalate dalle Stazioni Appaltanti, l’obbligatorietà della PEC personale (come richiesto dall’art. 9, co.4 della Deliberazione n. 111 del 20/12/2012 e successive modificazioni intervenute a seguito delle decisioni assunte nelle adunanze dell’8 maggio e del 5 giugno 2013) è rimandata di 6 mesi e scatterà quindi a partire dal 30 giugno 2014, prolungando in tal modo il regime transitorio.

Durante questi ulteriori 6 mesi di regime transitorio sarà possibile il ricorso a caselle di posta elettronica ordinaria, con l’obbligatorietà per la Stazione appaltante di:

…continua su EDICOLeA

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