Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

IL DISVELAMENTO DEL SÉ DIGITALE

di Giovanni Nazzaro

[five_sixth][toggle Title=”Abstract”]Undicesimo Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione: ”L’evoluzione digitale della specie“[/toggle][/five_sixth]

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[dropcaps style=”fancy”]L[/dropcaps]’11 ottobre 2013 il Censis ha pubblicato un Rapporto, in collaborazione con alcuni operatori commerciali operanti nel campo dell’editoria e delle telecomunicazioni, da titolo ”L’evoluzione digitale della specie“ per analizzare “l’attitudine degli utenti alla personalizzazione del loro impiego, sia con riferimento ai contenuti di intrattenimento, sia per l’accesso alle fonti di informazione”. In sostanza il Rapporto parte dalla considerazione che noi stessi siamo divenuti gli autori del palinsesto multimediale che guardiamo ogni giorno, operando le diverse scelte tramite i nostri pc, tablet, telefonino e la nostra televisione. Noi stessi assembliamo la lista delle informazioni che vogliamo ascoltare, delle immagini che vogliamo vedere, delle persone che vogliamo incontrare. Questa tendenza in realtà non è svelata dal Censis, esiste già da qualche anno: per citare uno tra i tanti esempi più eclatanti, basta ricordare il diciottenne Nick D’Aloisio dal quale Yahoo! quest’anno ha comprato per molti milioni di dollari un’App, sviluppata negli ultimi tre anni, che aggrega notizie e informazioni sugli smartphone.
Il rapporto, tuttavia, sancisce un passaggio storico della nostra evoluzione per così dire digitale, quello del primato dell’io-utente verso l’io-contenuto nel quale, appunto, il disvelamento del sé digitale è prassi.

Il singolo è riuscito quindi a superare l’ostacolo, divenuto tale negli ultimi anni, rappresentato da chi sceglie per lui i contenuti delle informazioni da trasmettere in broadcast, è riuscito a scardinare la metodologia di programmazione top-down e lo ha fatto con strumenti apparentemente innocui, ma straordinariamente potenti, come il pc e il telefonino. Ciò premesso, è logico che il Rapporto dedichi quasi completamente la sua attenzione alla misurazione della qualità del cambiamento, portando valori e percentuali, che vedremo di seguito, circa la tipologia dei contenuti che il singolo aggrega e i mezzi che impiega.

Il Rapporto conferma che la televisione continua, rispetto al passato, ad avere il maggior pubblico, coincidente con quasi la totalità della popolazione (97,4%), nel quale è contemplato l’aumento del pubblico delle nuove televisioni: +8,7% per le tv satellitari rispetto al 2012, +3,1% per la web tv, +4,3% per la mobile tv. Medesima conferma arriva dalla radio, che ha un’utenza pari all’ 82,9% degli italiani.

Aumenta l’uso del cellulare, dovuto alla diffusione degli smartphone che, generalmente, restano connessi di più ad Internet per la consultazione della posta elettronica, per la necessità delle App di ricevere i dati, per l’interazione con i social networks. A proposito di quest’ultimi, è iscritto a Facebook il 69,8% delle persone che hanno accesso a internet, che il Rapporto indica essere il 63,5% della popolazione, ovvero al netto il 44,3% degli italiani; di questi è iscritto a Facebook il 75,6% dei giovani (14-29 anni), contro appena il 9,2% degli anziani (65-80 anni). Il 15,2% degli internauti usa Twitter, ovvero al netto il 9,6% degli italiani.

Da questa differenza si può trarre anche qualche caratteristica sul profilo degli italiani connessi, in considerazione della profonda diversità di approccio di questi due social networks: Facebook è sostanzialmente costituito da un gruppo chiuso di utenti che condividono opinioni, foto, informazioni personali, mentre Twitter è uno strumento che, benché si sia evoluto negli ultimi tempi consentendo l’introduzione di foto e video, assume più il ruolo di megafono per diffondere notizie. Volendo valorizzare l’aspetto positivo di tale tendenza, si può affermare che gli italiani preferiscono controllare e selezionare i destinatari dei loro contenuti diffusi sui social networks, piuttosto che sintetizzarli in poche parole affidate ad una bacheca pubblica.
Andando a dettagliare il complesso insieme di attività che costituiscono il nostro io-digitale, tutte convogliate nel canale virtuale che collega il nostro pc o il nostro cellulare ad Internet, troviamo nelle prime posizioni la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (43,2% degli italiani), oppure di strade e località (42,7%), mentre alle ultime posizioni troviamo la prenotazione della visita medica (9,7%) e la partecipazione alla vita civile/politica del Paese (8,8%), dati che mostrano che gli italiani preferiscono una interazione che sia ancora reale, non digitale, ammesso che ci sia.

Per quanto riguarda la fonte delle nostre informazioni, il telegiornale raggiunge l’86,4% degli italiani, dato ovviamente non condiviso da chi ha figli che sono sempre collegati al canale tv dedicato interamente ai programmi adatti alla loro età, mentre cala notevolmente la lettura sia dei periodici (settimanali e mensili scendono dal 46,5% del 2011 al 29,6% del 2013), sia dei quotidiani (quelli gratuiti hanno perso 16,6 punti percentuali in due anni, quelli a pagamento l’8,5%), dati che confermano la crisi della carta stampata. A crescere nettamente sono invece i motori di ricerca su Internet come Google (arrivati al 46,4% di utenza per informarsi nel 2013), Facebook (37,6%), le tv all news (35,3%) e YouTube (25,9%).

L’Adsl rappresenta il tipo di connessione a Internet al momento più diffuso: la utilizza il 62,9% degli internauti italiani. Il wifi cresce notevolmente (40,9%) e la connessione mobile ha ormai raggiunto una quota non trascurabile (23,5%).

Terminiamo questa sintetica rassegna dei risultati del Rapporto del Censis evidenziando l’aspetto probabilmente più interessante, relativo ai cambiamenti prodotti sul tipo di comunicazione effettuata, sia nella veste di semplici consumatori che di professionisti.

Come consumatori, siamo sempre più portati ad entrare in contatto con le aziende che offrono prodotti e servizi e lo facciamo semplicemente inviando loro una email (questa è la seconda attività di comunicazione più praticata 11,7%). Si costruisce così un rapporto bidirezionale che poi si consolida nel tempo. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a Internet dichiara di essere entrato in contatto con un’azienda che commercializza prodotti o servizi di loro interesse negli ultimi due mesi. Il sito web aziendale è il primo punto di approdo, perché è stato usato dal 19,9% del campione.
Come professionisti, affidiamo sempre più ai motori di ricerca e ai social networks la nostra immagine, strutturandola in modo che assuma i contorni di una good reputation online. Il motivo è che oggi di fatto la presenza articolata su Internet costituisce una leva di consenso importante, soprattutto per le fasce giovanili della popolazione e per i soggetti con titoli di studio più elevati, cioè per quegli internauti italiani più attivi e che hanno già costruito un io-digitale forte. ©

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