Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

GLI STUDI MULTIDISCIPLINARI: I LORO MODELLI DI BUSINESS E LA PROPENSIONE ALLA DIGITAL INNOVATION

di Claudio Rorato e Elisa Santorsola

L’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano presenta i risultati della sua Ricerca 2014 sul mondo delle Professioni “giuridiche d’impresa”, che ha coinvolto più di 1.100 Professionisti, distribuiti su tutto il territorio italiano (per approfondimenti sulla Ricerca e sulle pubblicazioni dell’Osservatorio ICT & Professionisti: www.osservatori.net). La Ricerca ha esaminato: Commercialisti ed Esperti Contabili, Avvocati e Consulenti del Lavoro, con l’obiettivo di verificare se e come la digitalizzazione stia contribuendo a modificarne l’organizzazione e il business.

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In questo numero si conclude la presentazione dei risultati della Ricerca 2014 dell’ Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano. Dopo gli Studi di Commercialisti ed Esperti Contabili, Avvocati e Consulenti del Lavoro, analizziamo ora gli Studi Multidisciplinari, che al loro interno presentano Professionisti di almeno due delle categorie precedentemente indicate. Si è deciso di analizzare questa tipologia di Studio come se rappresentasse una “categoria a sé stante” perché esprime un modello organizzativo e di business più integrato e, mediamente, più strutturato, in linea con alcuni dettati evolutivi che si stanno prefigurando all’orizzonte.
Per approfondimenti sulla Ricerca e sulle pubblicazioni dell’Osservatorio ICT & Professionisti si rimanda al seguente indirizzo: www.osservatori.net/ict_professionisti.

Gli Studi Multidisciplinari rappresentano per la Ricerca dello scorso anno il 6,7% del campione di riferimento. Gli Studi Multidisciplinari risentono meno, anche se non ne sono immuni, della congiuntura economica. Il 28% dichiara una riduzione della redditività maggiore del 10%, mentre il 17% rivela una crescita superiore al 10%. Queste percentuali sono le migliori registrate rispetto agli altri Studi che invece hanno redditività maggiormente in calo (Figura 1).
Dalla Ricerca emerge che gli Studi Multidisciplinari sono per il 50% dei casi composti da Commercialisti e Consulenti del Lavoro, nel 32% dei casi da Avvocati e Commercialisti; le percentuali residue riguardano, invece, Studi composti da altre combinazioni delle categorie professionali analizzate.
Rispetto ai colleghi Monodisciplinari, I Multidisciplinari hanno un organico maggiore, sia per numero di Professionisti che collaborano, sia per impiegati, ma anche un fatturato e un portafoglio Clienti superiore.

Nel 71% dei casi, infatti, gli Studi Multidisciplinari contano fino a 3 Professionisti (Figura 2) – ricordiamo che nel 72% dei casi gli Studi Monodisciplinari hanno un solo Professionista e nell’80% dei casi nessun dipendente – e più del 50% di questi Studi ha da 1 a 6 dipendenti (e quasi il 15% ne dichiara più di 10). Anche il giro d’affari è più elevato rispetto ai colleghi: il numero medio di Clienti azienda è di 124, contro una media degli Studi Monodisciplinari di 42 (abbassano notevolmente la media gli Studi di Avvocati, che hanno mediamente solo 28 Clienti Aziendali); il fatturato medio, degli Studi Multidisciplinari è di 400.000 €, contro i 100.000 € degli Studi di Avvocati e i 200.000 € degli Studi di Commercialisti e Consulenti del Lavoro (Figura 3).

Gli Studi Multidisciplinari usano in modo più intenso strumenti organizzativi evoluti: il 24% rileva il tempo dedicato a Clienti e attività con software ad hoc e, in generale, il 42% tiene sotto controllo il tempo con strumenti più semplici (gli Studi Monodisciplinari solo nel 7% dei casi usa Strumenti evoluti di controllo dei tempi lavorativi e mediamente il 25% monitora i tempi). Tale maggior controllo della situazione dello Studio si ripercuote – in parte – sul tempo dedicato al business. Gli Studi Multidisciplinari sono quelli che, più di altri, riescono a dedicare più tempo lavorativo (quasi la metà) alla gestione del business, cioè alle attività che generano ricavi.  Anche in termini di ampiezza del portafoglio servizi gli Studi multidisciplinari si dimostrano più strutturati: il 74% offre la gestione della contabilità, il 49% il contenzioso tributario e fiscale, il 22% l’amministrazione del personale. L’elemento veramente interessante è la mancanza di una polarizzazione spinta su alcune tipologie di attività, segno di un’ integrazione dell’offerta trasversale a tutte le discipline coinvolte. Anzi, si può notare che all’interno dei servizi attualmente offerti è presente una maggiore attività di consulenza, indirizzata sul fronte delle Startup, dell’assistenza in campo finanziario e del controllo di gestione. Una ulteriore peculiarità di questi Studi è la maggiore propensione a inserire nuovi prodotti o servizi accanto a quelli tradizionalmente offerti, come, per esempio, la Fatturazione Elettronica e conservazione digitale a norma. Anche in questo caso i Multidisciplinari si rivelano più propensi all’integrazione dell’offerta con nuove soluzioni: in media si tratta del 43% degli Studi Multidisciplinari contro un valore del 35% registrato da quelli Monodisciplinari.
Gli Studi Monodisciplinari sono maggiormente ancorati alle attività tradizionali, più facilmente attaccabili dalla concorrenza, non solo di altri Studi ma anche di altri soggetti come associazioni di categoria. Queste sono le attività che i Clienti percepiscono come commodity e per le quali non sono disposti (nella maggior parte dei casi) a pagare un premio di prezzo per avere la prestazione da uno o un altro Professionista.

Un’ulteriore peculiarità distingue gli Studi Multidisciplinari: la propensione a investire in ICT (Figura 4). Prima di tutto il 91% degli Studi Multidisciplinari vogliono investire in ICT nei prossimi due anni, contro una media dell’80% dei Monodisciplinari.
Inoltre il budget che mettono a disposizione per questi investimenti è nettamente più alto: si parla di 12.500€ contro una media di 4.000€ (meno di un terzo).

Il campionario delle applicazioni ICT in uso tra i Multidisciplinari è più ampio, anche in termini di interessi futuri, rispetto agli altri Studi. Si va dall’home banking, alla firma digitale, dal software per la contabilità clienti, alle banche dati e ai software per la trasmissione e il calcolo delle dichiarazioni fiscali (dall’87% al 74%). Anche qui, come nelle altre forme monodisciplinari, c’è una forte incidenza dell’innovazione “law driven” (guidata da obblighi normativi o da strumenti necessari alla normale attività professionale), tuttavia si percepisce una differenza quando si analizzano altri strumenti meno diffusi ma che effettivamente potrebbero migliorare sia l’efficienza interna dello Studio, sia il rapporto con i clienti (Figure 5 e 6).

Per esempio, gli Studi Multidisciplinari utilizzano maggiormente i portali per lo scambio di attività e/o documenti con i Clienti (22% contro il 16% dei Monodisciplinari), il controllo di gestione per lo Studio (30% contro il 21% dei Monodisciplinari) o ancora piattaforme per l’e-learning (20% contro il 22% degli Studi Monodisciplinari). La propensione a investire degli Studi Multidisciplinari si indirizza principalmente verso soluzioni di conservazione digitale a norma, per lo Studio o per i propri Clienti (51%-43%), strumenti per i pagamenti elettronici e portali (entrambi interessano al 37%) e per la Gestione Elettronica documentale ( 32%). Anche nell’utilizzo di soluzioni cloud per i propri hardware o software gli Studi Multidisciplinari sembrano più innovativi: il 60% manifesta interesse per l’immediato futuro, contro il 40% degli Studi Monodisciplinari.
La maggiore apertura al nuovo espressa dagli Studi Multidisciplinari è percepita anche dalla clientela: nel 51% dei casi i Clienti chiedono consiglio ai Professionisti sugli investimenti in ICT della propria azienda (Figura 7). Per gli Studi Monodisciplinari, invece, si fermano al 28%. La maggiore integrazione di offerta consente, quindi, allo Studio di essere percepito come valido consigliere dall’Azienda cliente.

In conclusione, gli studi Multidisciplinari hanno delle caratteristiche peculiari che li distinguono dagli Studi Monodisciplinari: la dimensione, il maggiore controllo sull’andamento dello Studio e su come viene impiegato il tempo tra le diverse attività e Clienti e una maggiore propensione a investire nelle ICT. Tali peculiarità vengono ripagate con una migliore difesa della redditività di Studio, nonostante la crisi che comunque ha messo in difficoltà anche questi Studi, e una maggiore fidelizzazione del Cliente, che vede in questi professionisti dei veri e propri consiglieri a supporto nelle decisioni per le aziende. Gli Studi Multidisciplinari hanno anticipato alcune direttrici di uno sviluppo che, da qui a qualche anno, investirà sempre più il mondo professionale. L’integrazione dell’offerta, più o meno formalizzata, diventa quasi un obbligo perché è necessario “fare massa critica”, perché i Clienti preferiscono concentrare il numero degli interlocutori – è più comodo ed efficiente – perché il portafoglio servizi si arricchisce e consente di cogliere più ampie opportunità di mercato. ©

 


 

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