Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

FOTOGRAFIA DELLE STARTUP INNOVATIVE: SINTESI DEL RAPPORTO 2015 DEL MISE

di Giovanni Nazzaro

Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della normativa a sostegno delle startup e delle PMI innovative – 16 dicembre 2015

La seconda edizione del rapporto del MiSE su startup e PMI innovative descrive principalmente le dinamiche “demografiche”, con un riferimento agli incubatori certificati, e riporta l’analisi dei primi effetti prodotti dagli strumenti di policy che compongono lo “Startup Act” italiano e le ulteriori iniziative a favore dell’ecosistema introdotte successivamente al Decreto crescita 2.0. La presente sintesi del Rapporto vuole creare una fotografia delle startup innovative nate nel biennio 2014-2015 nel nostro paese, con un cenno alle agevolazioni fiscali introdotte per favorire la loro nascita e alla normativa sull’equity crowdfunding che purtroppo evidenzia che il mercato italiano non ha ancora trovato la via per un significativo sviluppo.


 

 

1.     Introduzione
L’innegabile uso quotidiano che la maggior parte di noi fa di Internet produce effetti che gli scienziati di tutto il mondo stanno studiando, anche se oggi non sono arrivati ancora ad una conclusione unanime. Quali effetti produce Internet sul nostro cervello? Ci aiuterà ad evolvere in esseri dall’accresciuta capacità di memorizzazione e quindi di ricordare, vista la quantità di informazioni che gestiamo? Oppure diverremo solitari e gelosi, con la paura di morire non realmente ma di morire sui motori di ricerca come Google? Vedremo, però in questa fase storica, che in parte abbiamo già vissuto, gli effetti di come Internet abbia cambiato l’economia ed il modo di lavorare. L’accesso a informazioni che prima erano di difficile recupero, abbinate all’utilizzo di programmi open source, ci consentono oggi nella pratica di effettuare qualunque lavoro concettuale. La new economy in fondo è questa.

Cerchiamo di essere più precisi. Se volessimo estrapolare un termine che caratterizzi di più questa new economy forse sceglieremmo “startup”. Quante volte sentiamo parlare di startup? Oggi si parla di startup di impresa ormai in ogni settore. Un volta, quando esistevano solo grandi realtà produttive ed Internet era ai primordi, con startup si indicava la nascita di un progetto all’interno di queste realtà che prendeva piede da un’idea: veniva poi analizzata sotto il profilo dei costi-benefici, provata, realizzata e venduta. Oggi con l’avvento di Internet praticamente ognuno di noi può avere un’idea, più o meno innovativa, trasformarla in realtà e poi costruirci attorno l’impresa. In passato le startup di impresa erano soprattutto legate al mondo informatico, oggi, con la stabilizzazione proprio degli strumenti informatici, sono in ogni settore: biologico, cinematografico, immobiliare, ecc.

Da pochi anni il nostro paese si è dotato di alcune norme a sostegno della nascita di queste imprese innovative e il 16 dicembre 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha presentato la seconda relazione di monitoraggio sulla tematica.

2.     Il rapporto 2015 del MiSE
La “Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della normativa a sostegno delle startup e delle PMI innovative” è stata presentata dal MISE ed è frutto di un lavoro condotto assieme a Istat, Consob, Unioncamere, Infocamere, Fondo Italiano di Investimento, Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE), Comitato Leonardo (associazione no profit fondata da Confindustriae da ICE) e, soprattutto, Invitalia l’agenzia di proprietà del MISE che gestisce tutte le misure agevolative dello Stato per le imprese e le startup innovative.

La seconda edizione del rapporto descrive principalmente le dinamiche “demografiche” delle startup e delle PMI innovative, con un riferimento agli incubatori certificati, l’analisi dei primi effetti prodotti dagli strumenti di policy che compongono lo “Startup Act” italiano e le ulteriori iniziative a favore dell’ecosistema introdotte successivamente al Decreto crescita 2.0.

3.     La caratteristiche di sturtup innovativa
Una società, per essere qualificata come startup innovativa, deve possedere una serie di requisiti cumulativi (art. 25, comma 2, lettere da b) a g) del decreto-legge 179/2012):

 

…continua su EDICOLeA e sull’APP gratuita (iOSAndroid)

 


Altri articoli di Giovanni Nazzaro

Translate »