Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

FATTURAPA: AVVIATO IN ITALIA IL PROCESSO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA

di Davide Boni

Il 31 marzo 2015 l’obbligo della fattura elettronica si estenderà alle PA Centrali residue e PA locali coinvolgendo quindi a regime circa 2 milioni di fornitori, 21 mila pubbliche amministrazioni ed un volume di transazioni pari a circa 60 milioni di fatture. I fornitori della PA, per adempiere al nuovo obbligo, possono avvalersi dei servizi di intermediari non solo per la trasmissione delle FatturePA, tramite canale accreditato, ma in particolare per il tracking ed il reporting di tutti i messaggi XML ritornati dal Sistema di Interscambio (SdI) e per la conservazione digitale a norma sia delle FatturePA che dei messaggi ricevuti dallo SdI.

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Dal 6 giugno 2014 gli operatori economici che cedono beni o prestano servizi alle pubbliche amministrazioni appartenenti al primo scaglione (ministeri, agenzie ed enti nazionali di previdenza ed assistenza sociale) hanno iniziato a gestire il ciclo di fatturazione esclusivamente nella modalità elettronica, nelle fasi di emissione, trasmissione allo SdI e conservazione digitale del documento. Al 31 marzo 2015 l’obbligo si estenderà alle fatture verso tutte le PA Centrali residue e le PA locali coinvolgendo quindi a regime circa 2 milioni di fornitori, 21 mila pubbliche amministrazioni ed un volume di transazioni pari a circa 60 milioni di fatture.
I fornitori della PA, per adempiere al nuovo obbligo, possono avvalersi dei servizi di intermediari non solo per la trasmissione delle FatturePA, tramite canale accreditato, ma in particolare per il tracking ed il reporting di tutti i messaggi XML ritornati dal Sistema di Interscambio (SdI) e per la conservazione digitale a norma sia delle FatturePA che dei messaggi ricevuti dallo SdI.

L’attenzione che deve porre il Cedente/Prestatore è soprattutto nel monitorare lo stato delle fatture e nel pianificare con esattezza le azioni correttive da porre in conseguenza alla ricezione di eventuali esiti negativi dallo SdI (quali la Notifica di Scarto NS, l’Esito Committente di Rifiuto SE o l’Attestazione di Avvenuta Trasmissione con Impossibilità di Recapito AT), indicati anche nella rappresentazione grafica del flusso messaggi nel Sistema di Interscambio.

La normativa di riferimento sulla FatturaPA, con la Circolare n. 1 del 31 marzo 2014 del Dipartimento delle Finanze e con il Decreto Legge n. 66/2014 del 24 aprile 2014, ha chiarito determinati aspetti ed introdotto alcune novità per i fornitori della PA.
L’articolo 25 al comma 1 del predetto DL n. 66/2014 ha stabilito che il termine di emissione e trasmissione elettronica verso tutte le pubbliche amministrazioni centrali (diverse da ministeri, agenzie e enti di previdenza ed assistenza) e verso le pubbliche amministrazioni locali è anticipato al 31 Marzo 2015. Inoltre, al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, l’articolo 25 al comma 2 dispone che le fatture elettroniche emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni riportino:

  1. il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 Agosto 2010, n. 136;
  2. il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’art. 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3.
  3. Infine al comma 3 dell’art. 25 viene disposto che le pubbliche amministrazioni non possano procedere al pagamento delle fatture elettroniche se queste non riportino i codici CIG e CUP ai sensi del comma 2.

La Circolare interpretativa n. 1 del Ministero dell’Economia e delle Finanze Dipartimento delle Finanze, ha il merito di chiarire diversi aspetti importanti relativi al processo di fatturazione elettronica previsto dal Decreto 3 aprile 2013 n. 55 e nello specifico:

  • termine entro il quale ciascuna pubblica amministrazione deve completare il caricamento in IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni) dell’anagrafica dei propri uffici e comunicazione del codice IPA ai fornitori;
  • emissione della fattura elettronica;
  • divieto di pagamento in assenza di fattura elettronica (art. 6 c. 6 DM 55);
  • trattamento dei casi in cui è impossibile il recapito della fattura elettronica all’amministrazione:
  • codice ufficio dell’amministrazione non deducibile dall’IPA;
  • amministrazione non censita in IPA;
  • impossibilità di inoltro al destinatario per cause tecniche.

Si raccomanda agli operatori economici di porre attenzione oltre che alla corretta valorizzazione del Codice IPA e del CIG e CUP anche ad eventuali altri campi facoltativi nel tracciato XML ai fini della trasmissione che possono contenere le informazioni richieste espressamente dalle amministrazioni pubbliche e quindi divenire de facto necessari (obbligatori ai fini del pagamento) a seguito degli accordi intercorsi nei contratti in essere con le PA (in particolare dati su ordine di acquisto o contratto o convenzione e quindi ad esempio RiferimentoAmministrazione, IdDocumento Numero Convenzione, codice Commessa Convenzione, dati DDT, ecc.).

Sono disponibili diverse comunicazioni che alcune PA hanno pubblicato sui propri siti web verso i fornitori e rappresentano degli esempi pratici di alcuni campi richiesti al fine di agevolare le operazioni di contabilizzazione e di pagamento delle fatture.
A mero titolo di esempio si riporta di seguito il link alle comunicazioni di:

  • Agenzia delle Entrate

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Fatturazione+elettronica+PA+-+Comunicazione/

  • Prefettura di Milano

http://www.prefettura.it/milano/contenuti/84557.htm

  • Ministero della Giustizia Corte di Appello di Torino

http://www.distretto.torino.giustizia.it/allegatinews/A_3720.pdf

Inoltre, per il reperimento delle informazioni su Codice IPA e data di avvio di ciascun Ufficio PA, gli utenti potranno accedere agli open data del portale http://www.indicepa.gov.it/ e scaricare i dati aggiornati quotidianamente relativi ai Servizi Fatturazione Elettronica delle PA.

Il prossimo intervento del Legislatore: la fattura elettronica con bonus fiscali per il contribuente
La fatturazione elettronica si prepara a divenire uno strumento utile per il Fisco al fine di semplificare gli adempimenti fiscali per i contribuenti che adottano tale modalità anche nelle operazioni commerciali tra privati come ad esempio le imprese. Nei prossimi anni si appresterà quindi a diffondersi in maniera capillare.

La Legge 11 marzo 2014, n. 23 sulla delega per la revisione del sistema fiscale conferisce all’art. 9, co. 1, lett. D, la delega al Governo di incentivare, mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di IVA e le transazioni effettuate, potenziando i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti.

Secondo l’art. 50-bis D.L. 69/13 (Decreto del Fare) dal 1° gennaio 2015 il contribuente, inviando quotidianamente all’Agenzia delle Entrate le fatture e i corrispettivi emessi e ricevuti secondo le modalità attuative definite da un apposito regolamento, potrà ottenere in cambio una serie di agevolazioni fiscali quali a titolo di esempio:

  • l’eliminazione dall’elenco clienti/fornitori e dallo spesometro,
  • dall’elenco dei clienti e fornitori della comunicazione “black list”,
  • della comunicazione dei dati delle lettere d’intento e dei contratti d’appalto,
  • della responsabilità solidale per l’IVA sull’acquisto di “beni sensibili” e per ritenute negli appalti,
  • l’elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi ricevute da fornitori UE,
  • l’abrogazione parziale o totale anche di alcuni adempimenti dichiarativi e con apposito decreto anche le informazioni inserite nei registri IVA verranno modificate in quanto già trasmesse quotidianamente per coloro che ne avranno scelto l’opzione.

Si evidenzia che le predette semplificazioni di cui all’articolo 50-bis DL 60/13 restano vincolate alle disposizioni che dovranno essere emanate da un apposito regolamento da parte dell’Agenzia delle Entrate (che entrerà in vigore entro 90 giorni dalla data dello stesso regolamento) fissando dunque la modalità e la decorrenza. Mentre per le pubbliche amministrazioni che svolgono attività commerciali, per le operazioni a partire dal 2014, saranno escluse dall’obbligo dello spesometro da inviare all’Agenzia delle Entrate, tutte le operazioni fiscalizzate tramite emissione della fattura elettronica. ©


 

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