Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

FARMACI: VIDEOSORVEGLIANZA “LUNGA” PER DELICATE FASI DI PRODUZIONE

di Alessandro Cecchetti

Garante della privacy – Allungamento dei termini di conservazione delle immagini raccolte attraverso un sistema di videosorveglianza presso uno stabilimento di produzione. Verifica preliminare – 12 marzo 2015

Una multinazionale farmaceutica potrà conservare fino a sessanta giorni le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza presso uno dei suoi stabilimenti di produzione nel caso in cui si riscontrino anomalie durante una particolare fase di riempimento in ambiente asettico dei flaconi (attività cosiddetta di Mediafill) utilizzati nella produzione di cefalosporine iniettabili [doc. web n. 3822691]. La videosorveglianza “lunga” richiesta dalla multinazionale consentirà di rivedere le operazioni in caso di esito non conforme delle prove di Mediafill (per esempio, contaminazione biologica del processo produttivo) e per identificare l’operazione che ne ha determinato la non conformità.


 

C on il provvedimento n. 142 del 15 Marzo 2015, il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato la conservazione fino a sessanta giorni di alcune immagini riprese dalle telecamere di una multinazionale farmaceutica.
La richiesta della Società avanzata in un’istanza di verifica preliminare, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 196/2003, evidenziava la necessità della Società di prorogare per il periodo detto la conservazione delle immagini videoregistrate solo di una determinata fase del processo di riempimento di flaconi, l’attività c.d. di Mediafill, che tra compimento e controllo sulla reazione dura complessivamente sessanta giorni. La farmaceutica fondava la necessità di posticipare la cancellazione dei dati proprio sulla base delle tempistiche tecniche del corretto svolgimento dell’attività di Mediafill, nonché sulla base di raccomandazioni internazionali che suggeriscono agli operatori del settore di effettuare controlli anche ex post sul processo di cui trattasi, anche nell’ottica della tutela della salute pubblica. Ulteriore accortezza della multinazionale rispetto al trattamento de quo è la minimizzazione dei dati acquisiti chiarita in verifica, stante che l’inquadratura del processo è limitata alle sole mani dei dipendenti interessati, già peraltro limitatamente riconoscibili in base alle vestizioni obbligatorie per chi opera in tali ambienti.
Come già fatto in altri casi in materia di videosorveglianza, seppur rispetto a core business differenti da quelli in analisi, il Garante ha così autorizzato la conservazione delle immagini per un tempo superiore rispetto a quello individuato dal Provvedimento generale in materia di videosorveglianza (doc. n. 99 del 29 Aprile 2010).

Il recente intervento del Garante apre ad alcune considerazioni sulla materia. Posto che nel provvedimento generale del 2010 in tema di videosorveglianza, la conservazione veniva (viene tutt’oggi) autorizzata “se limitata alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione alle festività o chiusura di uffici o esercizi, nonché nel caso in cui si deve aderire ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria”, in tutti i casi in cui si voglia procedere ad un allungamento dei tempi di conservazione è necessario che il titolare del trattamento presenti una richiesta di verifica preliminare. Tale strumento di interpello preventivo (c.d. prior checking) deve essere azionato dal titolare qualora il trattamento dei dati personali, diversi da quelli sensibili e giudiziari, presenti rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell’interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che può determinare.

L’obbligo di richiedere la verifica preliminare non sussiste in capo al titolare del trattamento quando il Garante si sia già espresso con un provvedimento di verifica preliminare in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, o quando la fattispecie concreta, le finalità del trattamento, la tipologia e le modalità di impiego del sistema che si intende adottare nonché le categorie dei titolari, corrispondano a quelle del trattamento approvato purché detti titolari si conformino integralmente alle misure e agli accorgimenti conosciuti o concretamente conoscibili prescritti nel provvedimento adottato dal Garante. Pertanto, con il provvedimento menzionato in premessa, il Garante ritenendo legittimo un allungamento dei termini di conservazione fino a sessanta giorni, ha costituito una base giuridica valida per tutte quelle aziende che svolgano operazioni analoghe alla farmaceutica richiedente che, uniformandosi alle indicazioni dell’Autorità di Ambito e nel rispetto delle finalità e delle modalità di trattamento indicate nel provvedimento, potranno conformarvisi senza chiedere un’ulteriore verifica preliminare.

 

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