Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

Editoriale – Quel distorto uso della Rete

di Michele Iaselli

Con l’avvento della digitalizzazione, che purtroppo ancora non ha trovato piena realizzazione nel settore pubblico, nonostante l’esistenza di un vero e proprio Codice dell’Amministrazione digitale, si sta assistendo ad un interessante fenomeno e cioè all’emergere di giovani studiosi, prevalentemente giuristi che sfruttando i mezzi che le nuove tecnologie mettono a loro disposizione e principalmente gli strumenti del web 2.0 come i blog, i social network, ecc. hanno creato interessanti spazi tematici dove evidenziare ed approfondire le maggiori problematiche giuridiche che coinvolgono il mondo del web e non solo.

Sin dall’inizio ho visto questo fenomeno molto interessante, poiché in grado di stimolare l’interesse della collettività su tematiche spesso poco considerate nell’ambiente giuridico, nel segno di quello che è la conquista più importante della rete e cioè la condivisione delle conoscenze. In seguito, però, ho capito che per molti giovani la presenza in rete voleva essere solo un modo per bruciare le tappe, per trovare un’affermazione personale più rapida, per farsi notare in qualche modo sfruttando l’indubbia funzione di cassa di risonanza propria del web. Questo aspetto mi ha turbato notevolmente poiché ho visto in questi ultimi tempi un proliferare di blogger, di utenti molto attivi di social network definirsi esperti di diritto delle nuove tecnologie, di privacy, di conservazione digitale senza avere alle spalle alcun background di carattere formativo e principalmente senza avere alcuna specifica competenza.

Mi occupo ormai di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie da circa 30 anni, quando Internet era ancora un privilegio di pochi e vorrei dire a questi giovani che ho iniziato a raccogliere qualche risultato dopo diversi anni di gavetta, di studio e diciamolo pure dopo essere stato sfruttato non poco da società e professionisti privi di scrupoli.

La reale competenza di un professionista rappresenta la chiave del suo successo ed anche dello sviluppo del nostro stesso paese. Quando un giovane presenta un curriculum vitae di solito racconta i  percorsi formativi ed esperienziali che ha fatto. Ma ad un’impresa interessa non “cosa si è fatto”, ma “cosa si è appreso”.

Orientare un giovane studioso alla competenza significa proprio renderlo consapevole di aver acquisito delle abilità che possono esaltarne le vocazioni professionali.
Purtroppo anche l’Università deve crescere nello svolgere questa funzione, difatti, devo riconoscere, con non poca tristezza, che attualmente molte università sono del tutto estranee al mondo del lavoro e non sono in grado di offrire ad uno studente gli strumenti necessari per accrescere la propria conoscenza e competenza specifica in determinati settori. Proprio per questi motivi molti giovani decidono di ricorrere all’aiuto della Rete per ritagliarsi una competenza che è solo fittizia.

Questo fenomeno ha portato lo stesso famoso scrittore Umberto Eco ad affermare che «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Indubbiamente con questa espressione lo scrittore ha estremizzato un concetto, e per questo è stato molto criticato, che in parte è condivisibile.
Ricordiamo che la Rete originariamente è stata concepita proprio per consentire un rapido scambio di conoscenze scientifiche tra studiosi e cioè tra chi aveva già svolto un ampio percorso di studi ed approfondimenti. Solo in questo caso la rete può realmente svolgere la sua funzione di crescita professionale.

Troppo spesso ho visto giovani professionisti con tante potenzialità che per questa smania di affermarsi e sfondare il mercato in poco tempo si sono letteralmente trasformati. Non bisogna dimenticare che gli interessi economici, il desiderio di potere trasformano le persone: si diventa squali pronti ad azzannare chi osa entrare in determinati mercati.

La competenza e la serietà sono le vere armi di un professionista ed il facile successo, l’affermazione di carattere clientelare, l’amicizia influente tipiche del nostro paese presentano, prima o poi, un conto salato da pagare.

 


Altri articoli di Michele Iaselli

RegolamentoPrivacyUE_100 Editoriale: Finalmente abbiamo il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Ed adesso? -
di Michele Iaselli (N. II_MMXVI)
Il Regolamento europeo, in molti casi, si presenta sostanzialmente come una petizione di principi per cui saranno necessari interventi sostanziali del legislatore e dello stesso Garante al fine di chiarire molti aspetti normativi.
CAD Editoriale – Riforma del CAD: dubbi e perplessità -
di Michele Iaselli (N. I_MMXVI)
Di recente è stato licenziato dal Governo uno schema di decreto legislativo che reca modifiche ed integrazioni al CAD in esecuzione della delega parlamentare. Dall’esame di questa prima versione del provvedimento possiamo già individuare luci ed ombre come sempre accade quando il legislatore si cimenta nel campo delle nuove tecnologie. Non sempre, purtroppo, è facile conciliare le complesse caratteristiche di un dispositivo o servizio tecnologico con le esigenze specifiche della normazione e talvolta le stesse norme diventano di difficile comprensione.
giu AD UN FORNITORE DI ACCESSO A INTERNET PUÒ ESSERE ORDINATO DI BLOCCARE L’ACCESSO AD UN SITO WEB CHE VIOLA IL DIRITTO D’AUTORE -
di Michele Iaselli (N. IV_MMXV)
Corte di giustizia dell’Unione europea,sentenza nella causa C-314/12 del 27 marzo 2014. Un soggetto che mette a disposizione del pubblico su un sito Internet materiali protetti senza l’accordo del titolare di diritti utilizza i servizi della società che fornisce l’accesso ad Internet ai soggetti che consultano tali materiali. Pertanto, un fornitore di accesso ad Internet che consente ai suoi abbonati l’accesso a materiali protetti messi a disposizione del pubblico su Internet da un terzo è un intermediario i cui servizi sono utilizzati per violare un diritto d’autore.
medical Editoriale – Sanità digitale e privacy: un connubio non facile -
di Michele Iaselli (N. IV_MMXV)
Tra i settori con maggiori problemi in materia di privacy le strutture medico-ospedaliere brillano per inefficienza e con l’avvento della sanità digitale troviamo sempre nuove lacune difficili da colmare. È tempo che le ASL, gli ospedali e tutte le strutture sanitarie rinuncino ad un incomprensibile atteggiamento elitario ed accettino i consigli e la collaborazione di professionisti che da molti anni ormai affrontano e risolvono problematiche nel settore.
dichiarazione_internet Editoriale – La “Dichiarazione dei diritti in Internet”: che valore attribuire a questo documento? -
di Michele Iaselli (N. III_MMXV)
Il 14 luglio 2015 è stata predisposta la c.d. “Dichiarazione dei diritti in Internet” un documento, composto da 14 articoli, elaborato dalla “Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet”. Lo stesso documento è stato presentato alla Camera dei Deputati il 28 luglio 2015 ed ha dato luogo ad una rilevante eco mediatico non sempre favorevole, con forti critiche da parte di molti giuristi. Cerchiamo di capire perché e principalmente se tali critiche siano fondate o meno.
TeleICU PROGETTO “TELE-ICU” PER LA TELEMEDICINA CHE ARRIVI FINO ALLA TERAPIA INTENSIVA -
di Michele Iaselli (N. II_MMXV)
Ha preso il via il progetto pilota “Tele – ICU”, che prevede, grazie ai programmi di teleconsulto e di telemedicina, di integrare competenze ed esperienze per offrire la più qualificata assistenza clinica ai pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva a Caltanissetta e a Taormina.
fatturapa-lait FATTURA ELETTRONICA: NUOVO SOFTWARE OPEN SOURCE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE -
di Michele Iaselli (N. III_MMXIV)
La collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e LAit spa, azienda di innovazione tecnologica della Regione Lazio, ha prodotto un nuovo risultato di cui beneficiano le Amministrazioni pubbliche, in particolare quelle che dal 6 giugno scorso ricevono fatture in formato elettronico.
strasburgo1 PRINCIPI GENERALI DEL PROSSIMO REGOLAMENTO EUROPEO IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI -
di Michele Iaselli ( n.I_MMXIV )
Parlamento Europeo - Votazione del 12 marzo 2014. Il 12 marzo 2014 il Parlamento Europeo ha votato la prima lettura del nuovo progetto europeo sulla protezione dei dati personali, approvando il Regolamento con 621 voti favorevoli, 10 contrari e 22 astensioni, e la Direttiva con 371 voti a favore, 276 contrari e 30 astenuti (rif. http://www.europarl.europa.eu). Il lavoro è così trasmesso al prossimo Parlamento che sarà formato in seguito alle elezioni europee di maggio.
furto_identia NOVITÀ LEGISLATIVE SULLA FRODE INFORMATICA CON FURTO D’IDENTITÀ -
di Michele Iaselli ( n.IV_MMXIII )
Il decreto legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 ha introdotto, per la prima volta, nel codice penale, la nozione di “identità digitale”, prevedendo un’aggravante per il delitto di frode informatica (art. 640-ter), “se il fatto è commesso con sostituzione dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti”. Le ipotesi di reato collegate a simili forme di abuso possono essere le più varie, ma si riconducono tutte senz’altro al furto di identità. Il Garante sta esaminando questo problema del furto d’identità con viva preoccupazione, ponendo la sua attenzione in tutti quei settori particolarmente delicati collegati alle nuove tecnologie.
razionalizzazione IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DEI CED DELLE PP.AA. -
di Michele Iaselli ( n.III_MMXIII )
Il 6 ottobre 2013 è stato reso disponibile sul sito web dell’Agenza dell’Italia Digitale (AgID) lil documento riportante le linee guida per la razionalizzazione delle infrastrutture digitali delle PP.AA., che costituisce il risultato del recente censimento effettuato dalla stessa Agenzia. Tale analisi ha messo in luce varie problematicità, tra cui la frammentazione delle risorse ICT e la mancanza di interoperabilità tra i sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche.
Translate »