Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

DISABILITÀ E TECNOLOGIE: NUOVE FORME DI TUTELA

di Francesca Panuccio Dattola

Atti della tavola rotonda su “Digital Divide e pari opportunità”, organizzata dalla Commissione Pari opportunità del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria, svoltasi l’8 gennaio 2015 presso il Palazzo della provincia. L’iniziativa è volta a ricordare la scomparsa di Giorgio Rognetta, avvocato, studioso, docente ed esperto di diritto dell’informatica ed informatica giuridica.

 

Partendo dal contributo di Giorgio Rognetta sul tema del rapporto fra la disabilità e le tecnologie, presentato dall’ISIFOR (Istituto per la ricerca la formazione e la riabilitazione) nel 2005, emerge in modo chiaro come la impersonalità della firma digitale consenta il superamento della necessità di un legame fisico tra forma e suo autore, dunque con inevitabili conseguenze che si riversano sui concetti tradizionali di impossibilità di sottoscrizione e di lettura, pur nel rispetto delle forme solenni. Ne consegue, dunque, come la sottoscrizione del non vedente e capace di agire è vincolata solo al principio di auto responsabilità. Inoltre nel contributo vengono individuati gli strumenti tecnici, quelle che il Collega definisce le tecnologie assistive per il soggetto, ossia strumenti e soluzioni tecniche che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio,di accedere alle informazioni o ai servizi erogati dai sistemi informatici, quali il sintetizzatore vocale o l’ingranditore di schermo. Questa lettura consente di coordinare la legge 18 del 1975 con l’art 4 della legge del 2004.

Si evidenzia così uno dei pilastri che ha segnato la storia e l’evoluzione dell’informatica, cioè il rapporto fra la tecnologia e il diritto, per cui sarebbe follia pensare che il tecnico e l’operatore giuridico camminino ognuno per la propria strada, essendo invece evidente lo stretto legame in cui è proprio l’adozione di alcune tecnologie che consente al giurista di colmare almeno in parte il gap che esiste fra ricerca tecnologica e soluzioni scientifiche, proponendo soluzioni che assicurino coerenza fra la disposizione legislativa e la sua traduzione pratica in principi logici e formali della giurisprudenza. A partire dalla legge 18 del 1975, coordinata con l’art 4 della legge 2004, viene quindi favorito ai disabili l’accesso agli strumenti informatici.

Occorre tuttavia fare attenzione a non staccarsi da una reale attenzione alla persona. Secondo l’avv. Angelo Marra, da sempre studioso del modello sociale offerto dalla disabilità, questa è divenuta oggi consapevole delle proprie possibilità ed è messa in condizione di partecipare alla pari. Ancor di più, con riferimento ai non vedenti, quel rapporto fra disabilità e tecnologie consente di segnalare, nel quadro generale, come l’individuo che vive una qualche limitazione o restrizione funzionale ha oggi la possibilità di raggiungere un più alto grado di autonomia. Infatti l’oggetto tecnologico consente di contenere le limitazioni dell’attività e le restrizioni della partecipazione nel coinvolgimento alle situazioni di vita. Tuttavia ciò va bilanciato con il rischio tutt’altro che isolato, che la fragilità dell’identità derivante da una situazione oggettiva di difficoltà, diventi dipendente proprio da un oggetto tecnologico, con conseguenze negative quando non devastanti.

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