Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET

di Fabrizio Corona

[toggle Title=”Abstract”]La Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet ha varato l’8 ottobre 2014 una bozza di dichiarazione dei diritti in Internet, pubblicata sul sito della Camera e anche nella piattaforma dei Media Civici per la consultazione pubblica, aperta fino al 27 febbraio 2015. Per la prima volta in Italia si istituisce in sede parlamentare una Commissione di studio su questi temi, con la consapevolezza che Internet non è solo uno dei vari media, ma molto di più: una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società, diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza. Ciò richiama tutti ad una precisa responsabilità: fornire un contributo fattivo per giungere finalmente all’adozione di una Carta dei diritti in Internet.[/toggle]

Il tentativo di governare Internet è stato oggetto di numerose critiche, concernenti non solo la sua concreta fattibilità, ma anche l’opportunità e legittimità della disciplina giuridica della rete. Per esempio Barlow, nella sua celebre “Dichiarazione di Indipendenza del Ciberspazio”, rivendicava con slancio poetico l’autonomia della rete, la sua estraneità alla politica ed al diritto. “In nome del futuro”, egli chiedeva ai “governi del mondo industriale, stanchi giganti di carne ed acciaio” di lasciare in pace il ciberspazio, la “nuova casa della mente”. Egli affermava l’autonomia e l’originarietà dell’ordinamento del ciberspazio, che essendo un fenomeno naturale che “cresce spontaneamente attraverso le azioni collettive dei suoi membri”, è dotato di propria cultura, di propria etica, di un “codice non scritto” che è in grado di fornire più ordine di quanto possa essere realizzato dalle imposizioni dei governi. Esso, pertanto, non ha bisogno della politica e del diritto, è capace di autoregolarsi, di risolvere da solo i propri conflitti, con i propri mezzi(1).
Tale pensiero, nobile nei contenuti, si è dovuto scontrare con il passaggio al Web 2.0. Con tale locuzione facciamo riferimento al crescente coinvolgimento degli utenti del Web nella creazione del Web stesso ed alle infrastrutture informatiche che consentono tale partecipazione. Il Web è divenuto un testo “riscrivibile”, alla cui dinamica evolutiva tutti possono partecipare: i contenuti prodotti dagli utenti occupano una parte crescente del Web e attraggono l’interesse degli utenti stessi quanto e più dei contenuti forniti dall’industria culturale.

Nell’era del Web riscrivibile, Internet non è più solo l’infrastruttura mediante la quale si può accedere alla conoscenza, comunicare, svolgere attività economiche e amministrative, ma è anche il luogo nel quale le persone possono esprimersi, costruire le proprie immagini pubbliche, interagire con amici e conoscenti, impegnarsi nella produzione della conoscenza. Ciò si realizza mediante diverse infrastrutture e strumenti software, che rendono possibili le diverse dimensioni del nuovo Web: condividere documenti di ogni tipo (testi, fotografie, filmati, musica), realizzare siti individuali dove poter sviluppare il proprio diario pubblico (blog), commentare i contributi altrui, produrre contenuti intellettuali in modo cooperativo, partecipare a reti sociali, ecc.
Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le istituzioni, ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza, ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica, modificato l’organizzazione del lavoro e consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera. Internet, dunque, deve essere considerata come una risorsa globale e che risponde al criterio della universalità.

Tenendo conto di tale evoluzione, l’8 ottobre 2014 la Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet ha varato una bozza di dichiarazione dei diritti in Internet, pubblicata sul sito della Camera dei Deputati e nella piattaforma dei Media Civici per la consultazione pubblica. Questa è la prima volta che in Italia si istituisce in sede parlamentare una Commissione di studio su questi temi, e l’idea nasce dalla consapevolezza che considerare Internet soltanto come uno dei vari media è riduttivo e improprio. Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza.

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