Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

COSTITUZIONE DI UNA BANCA DATI DEI CLIENTI MOROSI NELL’AMBITO DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

di Cristina Mantelli

Garante della privacy – Deliberazione del 27 marzo 2014 [doc. web n. 3041680]
Il Garante ha esaminato la richiesta presentata da Assotelecomunicazioni (ASSTEL), relativa all’istituzione di una banca dati interoperatore sull’affidabilità dei pagamenti da parte degli utenti nel settore dei servizi di comunicazione elettronica, deliberando il 27 marzo 2014 di adottare uno schema di provvedimento relativo alla “Costituzione di una banca dati dei clienti morosi nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica” e di sottoporlo a consultazione pubblica. Tuttavia, la delicatezza del tema ha finora ostacolato l’avvio.


 

 

È in arrivo una nuova banca dati che raccoglierà alcune informazioni dei clienti non in regola con i pagamenti. La novità, introdotta con il provvedimento del Garante della Privacy in commento – di cui si è già conclusa la procedura di consultazione pubblica e ora, a breve, dovrebbe essere varata e pubblicata in G.U. la versione definitiva – riguarda l’ambito dei servizi di telefonia. Lo schema del provvedimento deliberato dilinea le regole generali a cui dovranno attenersi i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica onde poter utilizzare la costituenda banca dati, denominata SIT (Sistema Informatico Integrato).

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro, «L’obiettivo è contrastare un fenomeno che con la crisi è in forte aumento: il turismo telefonico; utenti che cambiano operatore lasciando bollette insolute, ripetutamente, in un ciclo continuo» (La Repubblica, 6 gennaio 2015). Ad oggi, continua, senza questa banca dati, gli operatori non possono sapere se l’utente che ha richiesto il servizio ha lasciato bollette insolute con altri gestori. Non possono insomma identificare i “cattivi pagatori seriali”. Orbene, nel corso degli anni, il tema della costituzione di banche dati settoriali, contenenti dati relativi a inadempimenti o ritardati pagamenti degli utenti, ha formato oggetto di valutazione da parte del Garante italiano e del Gruppo di lavoro dei Garanti europei previsto dall’art. 29 della direttiva 95/46/CE.

Com’è noto, il Gruppo di lavoro (organo indipendente di consulenza dell’UE istituito per la protezione dei dati e della vita privata) nel “Documento di lavoro sulle liste nere” (WP65) ricorda anzitutto che la protezione dei propri dati personali è un diritto fondamentale sancito dall’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e sviluppato nell’ambito delle direttive 95/46/CE e 97/66/CE relative alla tutela dei dati personali. Conseguentemente, aggiunge, è necessario stabilire criteri, indirizzi o direttrici d’intervento comuni tra gli Stati membri, poiché per la creazione di tali archivi occorre mantenere un equilibrio tra “l’interesse legittimo del responsabile del trattamento di sapere se chi richiede un credito sia registrato per mancati pagamenti” e le conseguenze negative che tale trattamento può comportare per l’interessato. Quindi, per mantenere un giusto equilibrio tra gli interessi in gioco, è necessario che la diffusione dei dati sia sottoposta ai provvedimenti di tutela prescritti dalla direttiva e dalle normative degli Stati Membri. D’altro canto, oggi, il bilanciamento degli opposti interessi (operatori / consumatori) è più che mai una necessità cogente alla luce del crescente processo di liberalizzazione cui stiamo assistendo, anche in settori come quello delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica, del gas e dei trasporti.

Tutto ciò ha, infatti, portato il nostro legislatore a intervenire anche nella telefonia. Recentemente, per esempio, ha stabilito che “possono avere accesso” ai Sistemi d’informazione creditizia (Sic) anche soggetti diversi da quelli specificamente menzionati dal codice deontologico di settore, tra cui i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e di servizi interattivi associati, “di cui al co. 5 dell’art. 30-ter del d.lgs. 13/08/2010, n. 141 (art. 6-bis del d.l. 13/08/2011, n. 138; convertito dalla l. 14/09/2011, n. 148). Pur essendo opportuno evitare un’eccessiva proliferazione di archivi settoriali in diversi ambiti economici, che causerebbe un diffuso trattamento di dati degli interessati, l’Autorità Garante ha ritenuto che nello specifico settore dei servizi di comunicazione elettronica si possa costituire una banca dati.

 

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