Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

CONSENTITO ALL’ENTE LOCALE DI AVVALERSI DI LAVORO PRESTATO GRATUITAMENTE IN REGIME VOLONTARIO

di Francesca Panuccio Dattola

Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo per la Lombardia, parere n. 192 dell’11 maggio 2015
La questione posta alla Corte dei Conti riguarda la legittima assunzione da parte di un Comune degli oneri relativi alla stipulazione di  “apposite polizze per garantire ai volontari adeguata copertura assicurativa contro infortuni, malattie connesse allo svolgimento dell’attività e per la responsabilità civile”. Il parere tre origine infatti dal fatto che “molto spesso cittadini singoli chiedono di poter prestare servizio volontario a titolo individuale a favore del Comune in diversi ambiti: biblioteca, uffici, tenuta del verde, manutenzione edifici ecc.”. Nel complesso normativo di riferimento la Corte intende sottolineare il concetto per cui il “volontariato possa rendere i propri servizi attraverso prestazioni personali, volontarie e gratuite, individualmente o in gruppi, con assoluta preminenza delle finalità che debbono informare l’attività di volontariato sulla forma giuridica degli organismi a cui singoli volontari aderiscono; ben potendo a quest’ultimo riguardo, e con riferimento al particolare caso in esame, esercitarsi, nei limiti sopra indicati, l’autonomia normativa, in forma regolamentare, costituzionalmente riconosciuta ai comuni”.


Il parere espresso dalla Corte dei Conti condivisibile nella linea argomentativa e nell’indicazione della soluzione prescelta, consente di riprendere un quesito mai risolto del tutto, perché legato al rapporto fra prestazioni volontarie e gratuite, che rientrano dunque nella regolamentazione predisposta dalla legge quadro n. 266 del 1991 e la pubblica amministrazione, secondo cui, come si legge nel parere, occorre evitare l’instaurazione surrettizia di forme di lavoro alle dipendenze della p.a .non disciplinate dalla legge, ancorchè a titolo precario, interinale e occasionale.

I dati normativi di riferimento sono numerosi e si rintracciano nella Costituzione. Tra queste le principali, utili al quesito proposto sono l’art.36 in forza del quale il lavoratore ha diritto aduna retribuzione proporzionata alla quntaità e qualità del suo lavoro … ; l’art.51 che prevede il diritto di tutti i cittadini ad accedere a pubblici uffici e del correlato art 3 per promuovere l’uguaglianza e rimuoverne gli ostacoli. L’altra norma fondante è l’art.97 IV co., che sancisce come il lavoro alle dipendenze della p.a. è presidiato dalla generale previsione di accesso tramite concorso, superabile solo in forza di una disposizione di legge. È evidente che è necessaria una correlazione fra le stesse, che nel caso di specie è resa più complessa dalla interrelazione con la legge 266 del 1991(e successive modifiche)legge quadro, che ha introdottola figura soggettiva delle organizzazioni di volontariato che perseguono finalità di carattere sociale, civile e culturale per il tramite degli aderenti. L’ evoluzione delle organizzazioni di volontariato essendo espressione di valori ,di servizi , di arricchimento personale, di partecipazione democratica, ha visto nascere numerose tipologie, che (si pensi per tutte alle associazioni culturali,sportive, umanitarie) sono ben identificate e differenziate all’art.8 del Dlg. di riordino del 4.12.1997 n.460, poiché rimangono attività di volontariato in quanto tali senza scopo di lucro, assolutamente gratuite, oltre che spontanee e connotate da una piene libertà di forma.

In maniera esemplificativa si ricorda che la figura del volontario, è quella di colui che per dottrina unanime è un cittadino che liberamente, non in esecuzione di specifici obblighi morali o giuridici, ispira la sua vita nel pubblico e nel privato a fini di solidarietà. Adempiuti cioè i suoi doveri di stato (famiglia, professioni ecc.) e quelli civili (vita amministrativa, politica sindacale) pone sé stesso a gratuita dispostone della comunità. Egli impegna le sue capacità, i suoi mezzi, il suo tempo in risposta creativa ad ogni tipo di bisogni emergenti prioritariamente dai cittadini del suo tempo. Ciò attraverso un impegno continuativo di preparazione di servizio e di intervento a livello individuale o preferibilmente di gruppo, evitando ogni inutile parallelismo con l’attività di Stato.

L’espressione sopra evidenziata è contenuta nell’art. 7 della legge 266 /1991 e prevede che lo Stato, le regioni, le province autonome, gli enti locali e gli altri enti pubblici possano avvalersi di forme di lavoro volontario previa stipula di apposite Convenzioni con le organizzazioni di volontariato iscritte da almeno sei mesi nei Registri – disciplinati all’art. 6 – iscrizione che è, appunto condizione necessaria non solo per accedere ai contributi pubblici, ma anche per stipulare le convenzioni con le amministrazioni statali, regionali e locali e gli enti pubblici.
Si tratta dunque di una specifica disposizione, che consente lo svolgimento anche da parte di privati, (meglio se d organizzazioni) di prestazioni a favore dell’ente in ambiti quali: la biblioteca,uffici del verde, manutenzione di edifici, sorveglianza alle scuole, accoglienza ecc. Va aggiunto che ai sensi dell’art.4 le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attività di volontariato contro gli infortuni ,e le malattie connessi allo svolgimento della attività stessa,nonché per la responsabilità civile verso terzi.

L’indagine allora si sposta sull’attività svolta dalle organizzazioni di volontariato e sugli effetti prodotti che consentono di individuare l’elemento teleologico compatibile o meno con l’organizzazione e cioè l’assoluta assenza dello scopo di lucro e nel bilanciamento degli interessi il mantenimento da parte della p.a di una posizione di correttezza e prevalenza del lavoro subordinato. La Corte dei Conti della Lombardia, non può esimersi dal sollevare forti perplessità circa l’inquadramento giuridico di alcune nuove forme di “volontariato”, recentemente assurte agli onori della cronaca, relative alla promozione di forme di assistenza presso le pubbliche amministrazioni italiane per favorire la diffusione delle buone pratiche digitali. Nel caso di specie cioè “attivare la collaborazione con Istituti, Enti, organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali, favorendo la partecipazione ai progetti della Associazione; costituire una sorta di help desk per gli amministratori pubblici sui temi del digitale; svolgere un ruolo di stimolo nei confronti del Governo,( art.12 “scopo dell’associazione”).

 

…continua su EDICOLeA e sull’APP gratuita (iOSAndroid)

 


 

Altri articoli di Francesca Panuccio Dattola

pec2 LA VALIDITÀ DELLA PEC PUÒ ESSERE CONTESTATA SOLO ADDUCENDO UN DIFETTO DI FUNZIONAMENTO NON IMPUTABILE AL DESTINATARIO
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXVI)
TAR per l’Umbria, Sezione Prima, sentenza n. 404 dell’8 luglio 2015 e depositata l’11 settembre 2015. La validità e l’efficacia della comunicazione della Segreteria degli uffici giudiziari tramite posta elettronica certificata (P.E.C.) possono essere contestate solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario; ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica, mediante l’utilizzo di posta elettronica certificata, risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità, in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio, tanto che l’art. 48 comma 2, d.lg. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale), equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria e che l’art. 136, c.p.a. sanziona con la presunzione di conoscenza l’utilizzo della P.E.C.
scuola-digitale ISTITUITO IL PIANO NAZIONALE DELLA SCUOLA DIGITALE (PNSD)
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXVI)
MIUR - Decreto n. 851 del 27 ottobre 2015. Con il decreto 851/2015 il MIUR ha istituito il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD), pensato per guidare le scuole in un percorso di innovazione e digitalizzazione, come previsto nella riforma della Scuola (legge 107/2015 – La Buona Scuola). Il documento ha funzione di indirizzo; punta a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali. Le azioni previste, (35 punti), sono state finanziate attingendo alle risorse messe a disposizione dalla legge “La Buona Scuola” e dai Fondi strutturali Europei (Pon Istruzione 2014-2020) per un totale di un miliardo di euro. Il Piano sarà attuato da qui al 2020. È prevista anche la figura dell’Animatore Digitale.
permesso_soggiorno PERMESSO DI SOGGIORNO ELETTRONICO: VIA LIBERA DEL GARANTE ALLE REGOLE DI SICUREZZA
di Francesca Panuccio Dattola (N. II_MMXV)
Il Garante ha di recente indicato il permesso di soggiorno elettronico quale possibile strumento utile nel rispetto delle regole sulla sicurezza, confermando, di fatto, quanto emerge ormai indiscutibilmente in ogni settore della vita dell’individuo, e cioè come il buon uso dello strumento elettronico nella varietà e nella fantasia delle soluzioni proposte ne diviene importante componente.
disabilita DISABILITÀ E TECNOLOGIE: NUOVE FORME DI TUTELA
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXV)
Atti della tavola rotonda su “Digital Divide e pari opportunità”, organizzata dalla Commissione Pari opportunità del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria, svoltasi l’8 gennaio 2015 presso il Palazzo della provincia. L’iniziativa è volta a ricordare la scomparsa di Giorgio Rognetta, avvocato, studioso, docente ed esperto di diritto dell’informatica ed informatica giuridica.
children-internet SOLLECITO DELL’UE PER INSEGNARE AI BAMBINI COMPETENZE INFORMATICHE E DI PROGRAMMAZIONE
di Francesca Panuccio Dattola (N. I_MMXV)
La Commissaria europea Androulla Vassiliou ha scritto una lettera ai ministri dell’Istruzione della UE, esortandoli a far sì che la scuola offra ai bambini l’opportunità di sviluppare competenze nella programmazione informatica di base. La lettera, sottoscritta anche da Neelie Kroes, vicepresidente e commissaria per l’agenda digitale, sottolinea che saper programmare aiuta a risolvere il problema della disoccupazione giovanile e della crescente carenza di competenze nel campo delle TIC cui mancheranno, entro la fine del 2020, 900.000 professionisti.
consulta_pec L’AVVOCATO È RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELLA PROPRIA PEC
di Francesca Panuccio Dattola (N. III_MMXIV)
Corte di Cassazione, Sezione I Lavoro, sentenza n. 15070 del 13 marzo 2014 e depositata il 2 luglio 2014"]Una volta ottenuta da parte dell’ufficio giudiziario interessato la prescritta abilitazione, ogni avvocato, dopo la comunicazione del proprio indirizzo di PEC al Ministero della Giustizia attraverso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, diventa responsabile della gestione della propria PEC, nel senso che se non la apre ne risente le conseguenze.
e-invoice AI FINI DELLA DETRAIBILITÀ DELL’IVA LA REGISTRAZIONE DELLE FATTURE NEL PC NON È SUFFICIENTE
di Francesca Panuccio Dattola (N. II_MMXIV)
Corte di Cassazione, sentenza n. 3107 del 12 febbraio 2014. Nella sentenza 3107/2014 la Corte di Cassazione afferma che ai fini della detraibilità dell’IVA la registrazione delle fatture nel pc non è sufficiente. Il caso verteva su irregolare tenuta delle scritture contabili, per omessa fatturazione di somme e per indebita detrazione Iva sugli acquisti per i quali l’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento. Gli ermellini hanno ribaltato la sentenza dei precedenti giudizi di merito affermando che ai fini della detrazione dell’imposta non è sufficiente provvedere, come nel caso in specie alla regolare registrazione delle fatture nel personal computer, ma vanno anche stampate su cartaceo secondo quanto previsto dal Dm dell’11 agosto 1975, entro 60 giorni dalla data di emissione per permettere i successivi controlli dell’amministrazione finanziaria, pena la perdita del diritto alla detrazione.
pec_fax LA NOTIFICA IN CANCELLERIA È IRRITUALE IN PRESENZA DELLA PEC E DEL FAX
di Francesca Panuccio Dattola ( n.III_MMXIII )
Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, sentenza n. 6752 del 24 gennaio 2013 e depositata il 18 marzo 2013. La Suprema Corte ha rimandato a nuovo ruolo un procedimento poiché il decreto di fissazione dell’udienza con la relazione del giudice relatore non è stato ritualmente notificato, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., all’avvocato del ricorrente. Infatti, decreto e relazione sono stati notificati presso la cancelleria della Corte di Cassazione ai sensi dell’art. 366 comma secondo c.p.c., ma nella specie la ricorrente aveva indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata come previsto dalla richiamata norma a seguito della modifica introdotta dall’art. 25 legge n. 183 del 2011; ciò imponeva, a seguito della richiamata modifica normativa, la notifica a mezzo posta elettronica certificata o, nell’impossibilità di eseguire tale notifica, a mezzo fax ai sensi dell’art. 136 comma 3 c.p.c.
Translate »