Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

AVANTI A TUTTO CLOUD: CONSIDERAZIONI SULLA SUA SICUREZZA E SUL SUO FUTURO

di Salvatore Esposito

[five_sixth][toggle Title=”Sondaggio della BM&PLANETA sull’utilizzo dei servizi in cloud da parte delle aziende”]Aprendo una finestra sul mercato sembra che siano solo le imprese della fascia medio-alta ad avere una particolare sensibilità nello sviluppare in casa una infrastruttura di data center, mentre le realtà medio e medio-piccole tendono ad esternalizzare la propria infrastruttura.[/toggle][/five_sixth]

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Premessa
Prima di affrontare l’argomento proviamo a fare alcune considerazioni sullo stato attuale delle tecnologie. Nei recenti seminari sul fronte delle tecnologie è stata evidenziata una forte spinta verso la virtualizzazione ed emerge un forte interesse verso il cloud.
Aprendo una finestra sul mercato sembra che siano solo le imprese della fascia medio alta ad avere una particolare sensibilità nello sviluppare in casa una infrastruttura di data center, mentre le realtà medio e medio piccole tendono ad esternalizzare la propria infrastruttura. Da un recente sondaggio della BM&PLANETA, confortati anche da una condivisione di dati con altri addetti ai lavori, risulta che il 38% delle medie e medio piccole aziende si sono orientate verso l’utilizzo di servizi di data center di terze parti.

Avanti col cloud!
Sui tavoli tecnici ci sono molte questioni attinenti il tema e le diverse scuole di pensiero hanno così possibilità di cofnrontarsi. Di fatto però, almeno per il momento, non sembra esistere una posizione condivisa sulla convenienza del cloud privato, ibrido o pubblico, oppure se è meglio che la gestione avvenga in territorio nazionale pittosto che straniero, premettendo evindentemente forti dubbi sulla universalità della “nuvola”.

Su un campione di 250 aziende della fascia media e medio alta, il 10% considera un cloud ibrido/pubblico di priorità alta, il 13% di priorità medio-alta, il 23% sta riflettendo sulla scelta. C’è poi chi considera il cloud una moda passeggera, al pari della scelta che c’è tra l’utilizzo di un linguaggio comune e un linguaggio forbito, ma secondo le statistiche che emergono dal sondaggio, il cloud ad oggi non è un progetto che fa sognare la maggioranza delle aziende ma certamente merita riflessione.

Siamo tranquilli sulla sicurezza
L’Italia a differenza degli altri paesi non vive grande preoccupazione in termini di attacchi alla sicurezza dei dati grazie all’elevato numero di piccole aziende che per la loro dimensione non sono appetibili per i criminali cybernetici. Questo non significa che dobbiamo vivere tranquilli e ciò vale soprattutto per i grandi repository di informazioni: a tale riguardo i servizi in cloud presentano un fianco molto debole e qui torna subito alla mente all’affidabilità dei vari sistemi di sicurezza sviluppati. Il mercato del cloud è sicuramente in crescita e da più parti viene sollecitata una standardizzazione di sicurezza dei dati che sta diventando una componente molto importante tale da condizionare molto il mercato. Quando si sceglie il cloud come servizio bisogna tener conto di alcuni fattori di rischio come la quantità e la sensibilità dei dati stessi, le tecniche di accesso utilizzate e la territorialità. Il fattore ubicazione del cloud, anche se può apparire irrilevante, diventa poi determinante nell’applicazione della normativa sulla sicurezza, in quanto i livelli di sorveglianza non sono standardizzati e a volte si può incorrere in amare sorprese. Cosa si può fare? In primo luogo analizzare attentamente le pratiche e le procedure adottate dal fornitore di servizio in materia di recupero dei dati, protocollo adottato in caso di violazione della sicurezza o perdita dei dati. A queste utili informazioni contribuiscono in maniera qualificata anche le certificazioni adottate dal fornitore.

Cloud, quale futuro
Oggi si parla di BIG DATA ma la filiera commerciale è macroscopica, esistono grandi strutture che ancora oggi hanno bisogno di rivenditori di servizi. In tutta la filiera commerciale, nonostante molti dubbi, c’è la timida convinzione che la scelta del cloud sia sempre più stringente, forse anche per il fatto che la visione commerciale vede nella “novità” una opportunità di business. Un recente studio Sirmi ha rilevato un grado di interesse per i servizi in cloud pari a circa un 63,4% (dato riferito al mercato delle piccole e medio alte imprese).

Nell’ambito della filiera commerciale una bassa percentuale (11%) vede il cloud come una minaccia concorrenziale, il 60% ritiene il cloud è un’opportunità di business e un buon 34% lo ritiene uno strumento avanzato per ottimizzare i servizi.

Conclusioni
Per i servizi in cloud è sempre meglio affidarsi a un grande partner? La storiografia non sempre coniuga in modo positivo “grande partner” con “ottimo servizio”. Questo è il vero problema. La migliore scelta appare quella di orientarsi verso un partner qualificato e apprezzato dai clienti e dal mercato, che affida a processi sicuri e certificati la memoria digitale dei propri utenti. ©

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