Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

ASSEGNO ELETTRONICO: PARERE POSITIVO DEL CONSIGLIO DI STATO

di Sarah Ungaro

[toggle Title=”Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, Adunanza di Sezione del 21 novembre 2013, Numero Affare 03677/2013, Provvedimento n. 04750/2013 del 5 dicembre 2013″]Gli assegni bancari hanno un futuro digitale. Con il parere n. 4750/2013 il Consiglio di Stato ha dato parere positivo allo schema di regolamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dà attuazione all’art. 8, comma 7 del dl n. 70/2011, con il quale – modificando il Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 – si stabilisce che l’assegno bancario può essere presentato al pagamento in forma sia cartacea sia elettronica. La modalità telematica, quindi, potrà essere utilizzata per gli assegni bancari e circolari, stesso dicasi anche per gli eventuali atti di protesto e constatazione equivalente.[/toggle]

[dropcaps style=”fancy”]P[/dropcaps]resto gli assegni bancari potranno essere presentati al pagamento in modalità elettronica. Già con il Decreto Legge 70/2011 (convertito nella legge n. 106 del 2011)(1), infatti, era stata novellata la Legge Assegni (Regio Decreto n.1736 del 21 dicembre 1933), stabilendo che “l’assegno bancario può essere presentato al pagamento, anche nel caso previsto dall’art. 34, in forma sia cartacea sia elettronica” (nuovo comma 3 all’art. 31) e che “le copie informatiche di assegni cartacei sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è assicurata dalla banca negoziatrice mediante l’utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle disposizioni attuative e delle regole tecniche dettate ai sensi dell’articolo 8, comma 7, lettere d) ed e), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70” (comma aggiunto all’art. 66).
Questo intervento normativo, pertanto, ha rappresentato un’importantissima innovazione sia per il perseguimento di maggiori livelli di efficienza e un conseguente miglioramento dell’offerta del servizio di incasso di assegni alla clientela, sia per quanto riguarda i processi di gestione documentale a livello interbancario, anche nella prospettiva di una più efficace attuazione dell’Agenda Digitale Bancaria già adottata dall’ABI. Tale previsione normativa, però, per poter essere operativa, necessita di un completamento regolamentare (del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e tecnico (di Banca d’Italia) la cui emanazione si attende ormai da tempo.

Sul punto, il 19 dicembre 2012 sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, era stata aperta la consultazione sullo Schema di Regolamento riguardante la disciplina dell’assegno elettronico(2), in base al quale si dispone che la modalità elettronica di presentazione potrà essere utilizzata sia per gli assegni bancari e circolari, sia per gli eventuali atti di protesto o di constatazione equivalente. Nello specifico, lo Schema di Regolamento su cui è già intervenuto il parere favorevole di Banca d’Italia delinea una procedura basata sulla trasmissione delle specifiche informazioni che dovranno essere stabilite nel regolamento della Banca d’Italia, oltre alle immagini digitali degli assegni, da parte della banca o del prestatore dei servizi di pagamento.
Meritevoli di particolare attenzione risultano le norme di cui all’art. 6 dello Schema di regolamento, rubricato “dematerializzazione degli assegni e conservazione sostitutiva”. In tali disposizioni, dovrebbe essere puntualizzata la previsione per la quale “la copia informatica degli assegni è conservata in conformità a quanto previsto dal Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale”. Inoltre, pare opportuno anche inserire un’espressa previsione riguardante l’apposizione della firma digitale al documento contenente la “copia informatica degli assegni”, ciò sia in virtù di quanto espressamente stabilito dall’art. 66 della Legge Assegni (così come novellato dal Decreto Legge 70/2011), sia alla luce della disciplina generale dettata dal Codice dell’amministrazione digitale per quanto attiene al diverso valore probatorio dei documenti informatici cui sono apposte differenti firme elettroniche.

In argomento, infatti, il comma 1-bis dell’art. 20 del CAD, prevede che “l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità, fermo restando quanto disposto dall’articolo 21”. Proprio al comma 1 del successivo art. 21, infatti, si precisa che “il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità”.

Dunque, l’art. 20, comma 1-bis (nel caso di documento non firmato) e l’art. 21, comma 1, (nel caso di documento a cui sia riconosciuta almeno una sottoscrizione con firma cd. semplice) del CAD riconoscono al documento informatico la forma scritta e una capacità probatoria, in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità, parificabile a quella della scrittura privata di cui all’art. 2702 c.c. che, ove non venga espressamente disconosciuta, è valida fino a querela di falso.
Diversamente, solo al documento informatico sottoscritto con firma digitale (o con altra firma elettronica avanzata o qualificata, nonché formato nel rispetto delle regole tecniche che garantiscano l’identificabilità dell’autore, l’integrità e l’immodificabilità del documento) è riconosciuta ope legis l’efficacia prevista dall’art. 2702 c.c., ai sensi del comma 2 dell’art. 21 del CAD.

…continua su EDICOLeA

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