Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

Il Documento Digitale

ANALISI IN PERCENTUALE DEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA SDI

di Nicola Savino

A quasi un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni Centrali (6 giugno 2014), la Sogei ha pubblicato dei reports relativi ai dati statistici sintetici del Sistema di Interscambio, unico sistema preposto all’invio delle fatture elettroniche alle Pubbliche Amministrazioni. Nel presente contributo viene presentata un’analisi dei dati raccolti.

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Il 31 Marzo 2015 è diventata operativa la Fatturazione Elettronica PA anche verso gli Enti Locali; con il Decreto Legge 24 aprile 2014 n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), infatti, è stato anticipato al 31 marzo 2015 il termine di decorrenza degli obblighi di fatturazione elettronica per tutte le “altre amministrazioni”, tra cui, ad esempio, comuni, province, USL, ecc. Come si sa, è passato quasi un anno da quando, il 6 Giungo del 2014, c’è stato il completo Switch Off delle PA Centrali, tra le quali Ministeri, agenzie fiscali, enti di previdenza e assistenza nazionali, che sono, dunque,  obbligati da tale data a ricevere e pagare le fatture solo in formato elettronico. I risparmi diretti allora stimati furono di oltre 1 miliardo di euro.
Dal 31 Marzo 2015 i soggetti coinvolti sono quasi 37 mila uffici di oltre 21 mila amministrazioni e le aziende tenute a scambiarsi fatture esclusivamente in modalità elettronica sono 2 milioni. In questo caso si stimano risparmi per oltre 1,5 miliardi di euro e a una maggiore trasparenza nell’ottica del reciproco controllo: più facile esigere fattura, più facile per l’Agenzia delle Entrate tracciarle e più facile farsi pagare dalla PA nei termini stabili, oltre ovviamente a tutti gli altri vantaggi in termini di efficienza ed organizzazione.
La stessa Sogei, che gestisce il sito www.fatturapa.gov.it, ha recentemente fornito diversi reports relativi ai dati statistici sintetici del Sistema di Interscambio (SdI), che è ad oggi l’unico sistema disponibile per inviare una fattura elettronica ad un PA.

Andiamo ad analizzare i dati raccolti, partendo ovviamente dal mese di Giugno 2014. Dal 6 giugno 2014 al 30 giugno 2014, ovvero in un mese di utilizzo del canale, emerge che nel periodo di riferimento su indicato, il SdI ha ricevuto e gestito ben 43.083 file fattura di cui:

  • il 60% (25.851) sono stati inoltrati alla PA;
  • circa il 40% (17.179) sono stati scartati dal sistema per varie motivazioni;
  • 53 (lo 0,12%) non sono stati recapitati per l’impossibilità di identificare l’ufficio destinatario ed è stata restituita al cedente/prestatore l’attestazione di avvenuta trasmissione.

Si evince subito che per il primo mese di attività, solo lo 0,12% delle fatture non sono state recapitabili. Ovvero un numero molto basso, tenendo conto che il sistema era all’inizio della sua attività. Anche i dati sugli scarti delle fatture, non sono altissimi e ben meno della metà, e tenendo conto che le PA si sono viste con poco preavviso recapitare fatture in formato elettronico, si può dire che per il primo mese il successo è stato notevole. Come si sa nelle PA è sempre difficile ed ostico introdurre processi digitali di un certo impatto, ed è per questo motivo che il risultato ottenuto è certamente positivo.
Anche i dati sul Codice Ufficio Destinatario, che ricordiamo è un dato obbligatorio da inserire nella fattura elettronica e che rappresenta l’identificativo univoco dell’ufficio centrale o periferico dell’Amministrazione destinatario della fattura, ovvero in altri termini una sorta di indirizzo virtuale al quale il Sistema di Interscambio invia la fattura elettronica, riportati nella Figura 2 mostrano che per il primo mese, ci sono stati dei normalissimi errori dovuti alla prima fase iniziale, dovuti soprattutto alla problematica di dover assegnare un codice univoco (IPA) a tutte le PA Centrali.

Si sono anche riscontrati errori da parte dei fornitori delle PA, che per la prima volta hanno dovuto compilare ed inviare fatture in formato XML e che quindi hanno dovuto col tempo prendere confidenza con il nuovo sistema di gestione e i nuovi software di creazione delle fatture elettroniche. Molto spesso, in effetti, si sono visti aggiornare i proprio gestionali con schermate completamente nuove e nuove informazioni da riportare in fattura, come il codice CIG e CUP. La Figura 3 mostra detti dati.
Già dal 31 Settembre (saltando quindi i mesi “estivi di Luglio ed Agosto”), i dati dicono cose totalmente diverse, e quindi mostrano un prospetto migliore – da diversi punti di vista – rispetto al primissimo mese di utilizzo del sistema. Prendendo come riferimento il periodo dal 1° al 31 Settembre 2014, i dati – rappresentati in Figura 4 – dicono che nel periodo di riferimento il SdI ha ricevuto e correttamente gestito 259.120 file fattura, di cui:

  • il 77,80% (201.594) sono stati inoltrati alla PA;
  • il 21,68% (56.179)sono stati scartati dal sistema per le motivazioni specificate nel seguito del documento;
  • lo 0,52% (1.347) non sono stati recapitati per l’impossibilità di identificare o raggiungere l’ufficiodestinatario ed è stata restituita al cedente/prestatore l’attestazione di avvenuta trasmissione.

Come si evince, aumentano le fatture inviate, ma diminuisce il dato riferito alle fatture scartate, passato dal 40% di Giugno al 21,68% di Settembre. Questo ad indicare che sia i fornitori sia le PA, prendono confidenza non solo con il nuovo sistema, ma anche con i nuovi processi tecnici di invio e gestione della fattura elettronica.
Diminuiscono anche gli esiti di scarti, in virtù della formazione necessaria che gli amministrativi e i contabili delle aziende emittenti hanno avuto nel corso dei primi tre mesi di inizio invio elettronica, come appunto si evince dalla Figura 5.

Facendo un confronto grafico tra i mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre – in Figura 6 – si evince che il processo di fatturazione elettronica è in una fase evolutiva e come tutte le nuove tecnologie e tutti i nuovi processi di business ha bisogno di un certo lasso di tempo per poter portare vantaggi anche in termini di tempo speso.

Proprio verso la fine dell’anno si nota un evidente miglioramento dei processi di fatturazione elettronica sia nei fornitori sia nelle PA. Prendendo appunto come riferimento il mese di Dicembre 2014, i dati dicono che nel periodo di riferimento il SdI ha ricevuto e correttamente gestito 447.213 file fattura di cui:

  • l’86,72% (387.800) sono stati inoltrati alla PA;
  • il 12,84% (57.435) sono stati scartati dal sistema per le motivazioni specificate nel seguito del documento;
  • lo 0,44% (1.978) non sono stati recapitati per l’impossibilità di identificare o raggiungere l’ufficio destinatario ed è stata restituita al cedente/prestatore l’attestazione di avvenuta trasmissione.

Quindi ancora un aumento delle fatture ricevute dal SDI ma una notevole diminuzione sia degli scarti sia delle fatture che sono state impossibili da recapitare correttamente. La Figura 7 confronta i suddetti dati riferiti ai mesi di Novembre e Dicembre.

Il report di Dicembre, però ci offre anche un altro dato molto interessante. Come mostrato in Figura 8, la causa più frequente di scarto continua ad essere costituita dagli errori commessi nel nominare i file fattura (37% complessivamente), che continuano, dunque, ad essere nominati in modo non univoco e senza seguire le direttive contenute nel documento tecnico fornito dalla stessa Sogei sul sito www.fatturapa.gov.it.

A seguire, nella distribuzione delle cause di scarto, troviamo l’inserimento in fattura di un identificativo IVA del cessionario/committente non valido e quindi un evidente errore di imputazione dei caratteri. Ovviamente queste tipologie di errori, andranno via via scomparendo, man mano che i sistemi gestionali delle Aziende saranno completamente aggiornati e automatizzati, permettendo quindi una connessione con le anagrafiche già preesistenti e quindi evitando di commettere nuovi errori.

Il report riferito al primo mese del 2015, indica una certa stabilità nell’utilizzo del sistema. La Figura 9 riporta il dettaglio delle cause di scarto dei file fattura, rilevando come più del 66% degli scarti (10% dei file ricevuti) è causato da errori non legati all’utilizzo del supporto (nomenclatura del file e problemi legati alla firma digitale ed al riferimento temporale). Difatti solo il 20% circa degli scarti (3% dei file ricevuti) è causato da errori di conformità del file fattura XML rispetto alle linee guide riportate dal sito www.fatturapa.gov.it e le indicazioni tecniche sulla nomenclatura.
Quanto indicato, permette di essere ottimisti rispetto alla familiarità delle aziende e dei professionisti (fornitori della PA) con il nuovo sistema di fatturazione elettronica.
Ora, certamente dal 31 Marzo 2015 il movimento di fatture elettroniche è molto più ampio rispetto al passato, dovuto all’aumento del numero dei soggetti coinvolti.

La speranza di digitalizzazione del nostro Paese, dati alla mano, dunque è ben riposta e non possiamo far altro che spingere ancora di più su questa strada intrapresa, che certamente è ricca di vantaggi e di nuovi spunti innovativi non solo per le PA, ma anche e soprattutto per l’intero sistema Paese. ©

 


 

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