Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

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ANAGRAFE NAZIONALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE: I PARERI DEL GARANTE DELLA PRIVACY

di Franco Cardin

[toggle Title=”Garante della Privacy – Provvedimento n. 216 del 24 aprile 2013 (doc. web n. 2448700) – Garante della Privacy – Provvedimento n. 202 del 17 aprile 2014 (doc. web n. 3105794) “]Parere del Garante su uno schema di decreto recante disposizioni per la prima applicazione dell’art. 62 del decreto legislativo 82/2005, che istituisce presso il Ministero dell’interno l’Anagrafe nazionale della popolazione residente.

Parere del Garante su uno schema di regolamento in materia di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.[/toggle]

1. Il quadro normativo di riferimento per l’attuazione dell’ANPR

Tra le norme in materia di e-government, introdotte dal decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 – cosiddetto decreto Crescita 2.0 – particolare importanza assume quella contenuta nel comma 1 dell’art. 2 che, sostituendo integralmente l’art. 62 del D.Lgs. 82/2005, prevede l’istituzione presso il Ministero dell’Interno dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), quale base di dati di interesse nazionale che subentra all’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA)(1), all’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE)(2) e, ferme restando le attribuzioni del Sindaco quale ufficiale del Governo(3), anche alle anagrafi della popolazione residente e dei cittadini italiani residenti all’estero tenute dai comuni.

Come già evidenziato da diversi autorevoli commentatori, si tratta di un progetto in grado di assumere un fondamentale valore strategico nell’ambito degli obiettivi di e-government dell’Agenda Digitale Italiana, in quanto consente, attraverso la creazione di un unico sistema anagrafico centralizzato, di avviare una complessiva riprogettazione del sistema informativo della pubblica amministrazione, in grado di supportare l’intero processo di digitalizzazione della PA.
Nella relazione illustrativa che ha accompagnato l’approvazione del decreto Crescita 2.0 viene evidenziato, infatti, che l’istituzione dell’ANPR è finalizzata oltre che ad “accelerare il processo di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni, riducendone i costi connessi”, anche a favorire “la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle infrastrutture ICT e il processo di dematerializzazione della pubblica amministrazione”.

La realizzazione dell’ANPR – che sostituirà le attuali quattro partizioni del sistema anagrafico (INA, anagrafi comunali, AIRE centrale e AIRE comunale) – è finalizzata pertanto a consentire, nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) di cui al DPCM 1 aprile 2008, l’avvio di un processo di miglioramento, sia in termini di efficienza che di efficacia, dei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e tra queste e i cittadini e le imprese, in grado di:

  • garantire il costante allineamento dei dati contenuti nell’ANPR con quelli delle altre banche dati di rilevanza nazionale, quali ad esempio quelle dell’INPS, del Ministero delle finanze e del Ministero della sanità;
  • offrire alle pubbliche amministrazioni, nell’ambito dell’esercizio delle rispettive attività istituzionali, servizi standard di consultazione e di aggiornamento dei propri dati;
  • offrire servizi di visura/certificazione ai cittadini e ai professionisti, garantendo in particolare l’accesso online;
  • garantire i necessari servizi di supporto alle attività istituzionali dei comuni, finalizzati a razionalizzare e digitalizzare gli scambi informativi;
  • ridurre gli oneri a carico dei comuni e dell’ISTAT, garantendo a quest’ultimo la possibilità di effettuare il censimento annuale della popolazione residente, attraverso la disponibilità continua dei dati di propria competenza.

 

2. Rilevanza dell’ANPR sotto il profilo della protezione dei dati personali: i pareri del Garante della Privacy n. 216 del 24/04/2013 e n. 202 del 17/04/2014  

Leggendo il testo del novellato art. 62 del D.Lgs. 82/2005, risulta evidente che l’istituzione e il funzionamento dell’ANPR – in quanto comportano operazioni di trattamento di dati personali particolarmente rilevanti sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo – devono avvenire nel rispetto della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali, con particolare riferimento agli aspetti riguardanti la sicurezza dei dati e dei sistemi.
Il comma 1 del predetto art. 62 stabilisce, infatti, che la base di dati che costituisce l’ANPR sia sottoposta ad un audit di sicurezza con cadenza annuale in conformità alle regole tecniche di cui all’art. 51(4) e che i relativi risultati siano inseriti nella relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, mentre il successivo comma 6 prevede che i decreti attuativi debbano essere emanati previa acquisizione del parere della medesima autorità Garante.

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