Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

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AI FINI DELLA DETRAIBILITÀ DELL’IVA LA REGISTRAZIONE DELLE FATTURE NEL PC NON È SUFFICIENTE

di Francesca Panuccio Dattola

Corte di Cassazione, sentenza n. 3107 del 12 febbraio 2014

Nella sentenza 3107/2014 la Corte di Cassazione afferma che ai fini della detraibilità dell’IVA la registrazione delle fatture nel pc non è sufficiente. Il caso verteva su irregolare tenuta delle scritture contabili, per omessa fatturazione di somme e per indebita detrazione Iva sugli acquisti per i quali l’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento. Gli ermellini hanno ribaltato la sentenza dei precedenti giudizi di merito affermando che ai fini della detrazione dell’imposta non è sufficiente provvedere, come nel caso in specie alla regolare registrazione delle fatture nel personal computer, ma vanno anche stampate su cartaceo secondo quanto previsto dal Dm dell’11 agosto 1975, entro 60 giorni dalla data di emissione per permettere i successivi controlli dell’amministrazione finanziaria, pena la perdita del diritto alla detrazione.


 

Per leggere correttamente la massima su riportata, ricca di spunti di riflessione, accompagnata da numerosi richiami di precedenti giurisprudenziali, può essere utile ripercorrere brevemente i principali passaggi normativi, che hanno portato la Suprema Corte ancora una volta a confermare un principio precedentemente assunto (Cass. n.2833 /2005), relativo alla centralità nel sistema normativo previsto in tema di IVA, della registrazione delle fatture da parte del contribuente che intenda successivamente utilizzare i documenti, ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione, conservando le fatture nel personal computer e non sul cartaceo. I dati normativi sono tratti dalla legislazione comunitaria e da quella nazionale.

Partendo dalla configurazione del quadro comunitario rileva anzitutto l’art.18 n.1 lett. d, della sesta direttiva CEE, che prevede, al fine di avere diritto alla detrazione IVA il soggetto passivo deve assolvere alle formalità previste dalla normativa fiscale dello stato membro. Particolare rilievo merita poi nell’ambito della normativa nazionale il d.p.r. 633/1972, di cui la sentenza riprende numerosi articoli e precisamente: gli artt. 23 e 25 (I co.) che fissano tempi e modalità di tenuta del registro contabile, nonché obblighi di numerazione e annotazione; gli articoli 17 III co. sull’obbligo di annotazione anche delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti; l’art.19 sul diritto alla detrazione IVA relativa agli acquisti di beni e servizi quando l’imposta diviene esigibile; l’art. 22 co.2 lettera a) che obbliga alla tenuta delle scritture contabili in maniera particolareggiata, così da consentire opportune verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria; l’ art. 28 sulle modalità di esercizio; e infine gli articoli 30 e 38 bis che consentono di richiedere la restituzione dell’IVA versata per acquisti di beni e servizi inerenti la propria attività.

Quanto ai profili meccanografici, relativi alla memorizzazione su supporto informatico delle fatture, il quadro normativo si arricchisce e si completa con il d.l. 10 giugno 1994 n.357( convertito in L. n.489/1994), che all’art.7 prevede espressamente solo il differimento temporale nella registrazione cartacea dei dati e non l’istituzione di un registro informatico alternativo a quello cartaceo.

La normativa richiamata evidenzia ancora una volta, malgrado i risultati raggiunti dalla tecnologia, quanto a sicurezza ed affidabilità, il residuale valore probatorio attribuito alla fatturazione realizzata e memorizzata su computer, rispetto a quella conservata in cartaceo. Richiamando nella motivazione il D.M. dell’11 agosto 1975, ritenuto applicabile, secondo il quale perché le detrazioni operino occorre che entro 60 giorni dalla data di emissione, le fatture vengano annotate in apposito registro, tenuto a norma dell’art.39 del D.p.R, 26 ottobre 1972 n.633, la Suprema Corte ha escluso nella fattispecie in esame, la applicazione della normativa di cui all’art. 7, com.4 ter della L.489/94. Tale articolo riconosce la regolarità dell’inserimento dei dati nel personal computer, in difetto di trascrizione su supporti cartacei, purché la stampa possa essere realizzata con immediatezza a richiesta degli organi competenti, e comunque riguardando solo i dati dell’esercizio in corso. Si legge infatti ”[…] a tutti gli effetti di legge la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici considerata regolare, in difetto di trascrizione su supporti cartacei ,nei termini di legge,dei dati relativamente all’esercizio corrente,quando anche in sede di ispezioni e di controlli gli stesi risultino aggiornati su sugli appositi supporti magnetici e vengano stampati contestualmente alla richiesta avanzata dagli organi competenti e in loro presenza”.

 

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