Testata iscritta al tribunale di Roma n. 129/2012 del 3/5/2012. ISSN: 2280-4188

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AGENZIA DELLE ENTRATE: NUOVE ISTRUZIONI IN MATERIA DI FATTURAZIONE ELETTRONICA

di Daniele Tumietto

[toggle Title=”Agenzia delle Entrate  – Circolare 18/E del 24 giugno 2014 IVA. Ulteriori istruzioni in tema di fatturazione.”]Il 24 giugno 2014 l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 18/E, ha fornito una serie di chiarimenti sulla nuova disciplina della fattura elettronica introdotta a seguito del recepimento della Direttiva 45/2010/UE. La circolare 18/E si compone di due parti, una parte generale in cui viene ripresa la definizione di fatturazione elettronica, le sue caratteristiche e le modalità d’invio e di conservazione, ed una seconda parte costituita da una serie di quesiti con risposta relativamente alle tipologie di fatturazione differita e semplificata.[/toggle]

Il quadro normativo ed interpretativo in tema di Fattura Elettronica si è arricchito, dopo la Circolare n. 12/E del 3/5/2013 dell’Agenzia delle Entrate (in cui erano state sviluppate le modifiche in materia di IVA concernenti la disciplina sulla fatturazione, in attuazione della Direttiva 45/2010/UE del 13/7/2010), con la Circolare n. 18/E del 24/6/2014, la quale fornisce chiarimenti sulla disciplina della fatturazione elettronica, dopo le modifiche introdotte dall’art. 1, commi dal 325 al 328, della legge n. 228 del 24/12/2012, e risposte ai dubbi generali più ricorrenti relativi agli obblighi di fatturazione.
Di seguito si tratteranno gli aspetti rilevanti che sono stati introdotti o chiariti dalla predetta circolare.

In merito alla definizione di “fattura elettronica”, l’art. 21 del DPR 633/1972, come modificato dalla Direttiva 45/2010/UE, definisce elettronica la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico. L’Agenzia delle Entrate al riguardo chiarisce che la fattura è elettronica, non per il formato originario utilizzato all’atto della sua creazione, ma per il fatto che al momento della trasmissione al destinatario la fattura sia in formato elettronico.
Inoltre viene chiarito che la distinzione tra le “fatture elettroniche e quelle cartacee non è, di per sé, il tipo di formato originario – elettronico o cartaceo utilizzato per la sua creazione – bensì̀ la circostanza che la fattura sia in formato elettronico quando viene trasmessa (o messa a disposizione), ricevuta ed accettata dal destinatario. Così, ad esempio, non possono essere considerate elettroniche le fatture che, seppure create in formato elettronico tramite un software di contabilità o un software di elaborazione di testi, siano successivamente inviate e ricevute in formato cartaceo”. Simmetricamente, possono essere considerate “fatture elettroniche quelle che, seppure create in formato cartaceo, siano successivamente trasformate in documenti informatici per essere inviate e ricevute tramite canali telematici (es.: posta elettronica), a condizione che le stesse soddisfino i requisiti di legge…“. Pertanto la fattura, indipendentemente dal fatto che originariamente sia cartacea o in formato elettronico, si dice elettronica solo se viene inviata al destinatario in formato elettronico (tramite PEC, sistema di interscambio, ecc.). Inoltre è chiarito che la fattura non è elettronica se è inviata e ricevuta dal destinatario in formato cartaceo, indipendentemente dal fatto che la stessa fosse creata in un formato informatico.
La Circolare appare contraddittoria (come osservato da Salvatore De Benedictis, dottore commercialista in Siracusa, in “Note alla circolare 18/E” su www.menocarta.pro) quando da una parte dice che la fattura è elettronica quando è trasmessa, ricevuta e accettata da destinatario in formato elettronico, e dall’altra dichiara che l’eventuale accettazione del destinatario della fattura in formato elettronico non influenza la sua validità se essa ha requisiti di autenticità, integrità e leggibilità.
L’obbligo di garanzia d’integrità del documento deve, in sostanza, essere assicurato sia dal fornitore che dal cessionario.
Però se l’Agenzia permette al destinatario di una fattura elettronica di scegliere se considerarla elettronica oppure stamparla, e trattarla, di conseguenza, come analogica, appare evidente che si altera il rispetto dei predetti obblighi (autenticità e integrità), che non esistono nell’attuale normativa in campo analogico.

L’Agenzia chiarisce che la fattura elettronica, come quella cartacea, deve rispettare i seguenti requisiti, resi noti con l’acronimo I.A.L.:

  • Autenticità dell’origine: l’identità del fornitore/prestatore di beni/servizi o dell’emittente della fattura devono essere certi;
  • Integrità del contenuto: il contenuto della fattura e, in particolare, i dati obbligatori previsti dall’art. 21 del DPR 633/1972, non possono essere alterati;
  • Leggibilità: la fattura deve essere leggibile su schermo o mediante la stampa dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione. La Circolare precisa che la fattura può essere resa leggibile anche solo in sede di accesso da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

…continua su EDICOLeA

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